Approfondimenti Rivista — 01 ottobre 2012

Goodreads, dall’inglese “buoni lettori”, è il nome di un nuovo, audace social network. E fin qui, nulla di nuovo sotto il sole, in fondo siamo selvaggiamente abituati a vederne proliferare più e più. Tuttavia, qualcosa di nuovo c’è. A suggerircelo è proprio quel timido “read” che fa capolino nel nome: goodreads.com è una piattaforma sociale dedicata ai libri.

Già questo, a mio modesto parere, è qualcosa di formidabile: un social network per lettori e lettrici. Perde, finalmente, credibilità l’inesattissima equazione “lettura = topo da biblioteca con maglione infeltrito color senape e occhiali da vista circolari”. Al contrario, oggi il lettore diventa geek: con scaltrezza inaudita veleggia nel web, frequenta attivamente social network, si intrattiene consigliando, citando e scoprendo nuovi piccoli grandi capolavori che goodreads cortesemente dispone. Editori, scrittori e lettori sono letteralmente entusiasti per questa nuova tecnologia che continua ad appassionare e a incuriosire gli esperti del mestiere. Tant’è vero che, secondo quanto dichiarato nelle ultime inchieste, Goodreads.com ha raggiunto dieci milioni di iscritti a luglio 2012, venti milioni di visite mensili, 360 milioni di libri catalogati e sei nuove aggiunte al secondo. Mica male.

Del resto, il sito è davvero accattivante: impostazione semplice, interfaccia pulita, layout dai colori neutri e una deliziosa mensola di libri a incorniciare il tutto (lo sanno bene che, a noi lettori, questi tocchi di stile, “ci” piacciono). Altro merito da annotare: la sua semplicità e chiarezza lo rendono, a detta di molti, decisamente più immediato e funzionale rispetto ad Anobii (ndr: altro social network dedicato ai libri).

Insomma, come usare Goodreads.com?

Il sito permette di tenere traccia dei libri che stai leggendo e a che punto sei di ognuno. Puoi accompagnare queste informazioni con uno status che riporti una citazione espressiva e suggestiva. Inoltre, è possibile scrivere recensioni, appunti, suggerimenti e, allo stesso modo, scoprire cosa altri membri pensano e dicono a proposito dello stesso autore e dell’opera. Per chi ama i dibattiti, vi sono appositi gruppi in cui confrontarsi e affrontarsi; i più discreti, invece, potranno limitarsi a comparare la propria libreria virtuale con quella degli “amici” e leggerne i relativi commenti.

Si realizza, così, un coinvolgente circolo di lettura online che ci permette di sbirciare spavaldamente nel comodino altrui – per scoprire cosa ama leggere chi, come me, ha un debole per Pennac –, di condividere idee e pensieri sparsi, piccole perle da intenditori (l’altro giorno qualcuno ha postato: “Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare) o intramontabili ovvietà (“non s’ha da fare”). L’idea vincente nasce cinque anni fa negli Stati Uniti. Otis Chandler, ingegnere informatico e Elisabeth Khuri Chandler, giornalista, creano questa potente macchina promozionale per narrativa, poesia e saggistica.

I due ragazzi scelgono di impostare il sito come un social network e il gioco è fatto. i lettori scoprono il potere di un’arte antica e preziosa: il “consiglio” e ne sono ebbramente rapiti.

A Parigi, nell’Ottocento, fior di madames, aprivano le porte dei loro salotti letterari, dove potersi coccolare con tè nero e biscotti alla scorza d’arancia, viaggiando attraverso le parole, nelle pagine d’autore, raccontandosi teorie, citando maestri, assaporando emozioni.

Al tempo era dannatamente elitario e borghese. Oggi, è alla portata di tutti. Basta un click.

 

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