News Rivista — 16 novembre 2013

Google ha vinto una partita storica. Nonostante le proteste di autori ed editori americani potrà continuare a digitalizzare libri per creare attraverso Google Books la più grande biblioteca online del mondo.

Il giudice Denny Chin di Manhattan ha accettato la tesi del gruppo: la sua scansione di oltre 20 milioni di libri, per renderne alcune parti disponibili sul web, non viola la legge americana sul copyright. Secondo il giudice, il servizio di Google rende più facile per studenti, docenti, ricercatori e pubblico trovare libri, pur mantenendo rispettosa considerazione per i diritti d’autore. E ancora: questo tipo di digitalizzazione invece che danneggiare l’editoria può far aumentare le vendite dei libri. Gran finale: Google Books fornisce significativi benefici pubblici, ai lettori e alla società.

Questa decisione è un punto di svolta. Il contenzioso tra editori e Google durava dal 2005. Se la società di Mountain View avesse perso la causa e il giudice avesse accettato le richieste danni della Authors Guild (l’associazione degli autori Usa) che pretendeva 750 dollari per ogni libro digitalizzato, Google avrebbe dovuto pagare 3 miliardi di dollari.

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