News Rivista — 08 marzo 2013

Se appena qualche giorno fa avevamo parlato della scelta del n.1 di Barnes & Noble di rilanciare l’investimento sul libro tradizionale dopo la fallimentare esperienza del lancio nel digitale, oggi, parlando di ciò che succede nel Vecchio Continente, il discorso diventa esattamente opposto. Il fatturato del gruppo editoriale tedesco Springer, il primo a livello europeo per consistenza, suggerisce un messaggio inequivocabile: la carta è superflua.

La divisione internet del gruppo Springer, ha aumentato i ricavi del 22% arrivando fino a 1,17 miliardi. Allo stesso tempo, quelli dei giornali sono scesi del 3,3% toccando quota 1,12 miliardi.

Il numero uno del gruppo, Mathias Dophner, ha annunciato che l’anno prossimo saranno destinati nuovi investimenti per “accelerare la trasformazione dell’intero gruppo”. Tradotto, maggiori tagli e “ristrutturazioni” nell’editoria tradizionale, perché meno produttiva, e più risorse da destinare all’online. È stato proprio il digitale e i suoi positivi risultati ad ammorbidire le perdite, grazie a investimenti in Polonia e Belgio. A colpire è la diminuzione nella vendita di quotidiani storici come la Bild e il Die Welt.

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