Curiosità dal web Rivista — 24 settembre 2013

Giovanna d’Arco: adolescente ribelle che ha liberato la Francia dagli inglesi. Ci sono innumerevoli libri, sceneggiature e film che analizzano la sua volubile complessità, le sue doti militari e la sua immagine così carismatica, ma quello che meglio la rappresenta è il libro di Marina Warner, “Joan of Arc: The image of female herosim”. Qui si analizza e si spiega l’eroina attraverso le sue stesse parole.

“Piccole Donne” di Louisa May Alcott. Libro scritto nel 1868. La storia parla di quattro sorelle che vivono con la madre e la domestica, mentre il padre combatte la Guerra di Secessione. La loro vita è segnata dalla lontananza del padre e dalle continue preoccupazioni per la guerra e la ristrettezza economica. Questo però funge solo da sfondo alle avventure e disavventure delle ragazze. Le sorelle sono molto unite, e grazie a questa solida amicizia riescono a sopravvivere alle difficoltà dovute soprattutto alla guerra. La spensieratezza viene messa a dura prova dai numerosi eventi negativi che si susseguono: il padre malato, la madre che lo va a trovare e si ammala a sua volta. Ma nonostante ciò, le ragazze si ritrovano a fare forza l’una con l’altra nonostante i diversi caratteri.

“Lesbiche a cui far attenzione” di Alison Bechdel. Il fumetto documenta la vita, gli amori e la politica di un gruppo di protagoniste, per la maggior parte lesbiche, che vivono in una città di media grandezza degli USA. La chiave del successo è la capacità di mescolare elementi da soap opera con elementi taglienti di politica e costume. Inizialmente era nato come tavole singole pubblicate periodicamente su vari giornali, solo successivamente è stato trasformato in un album. È stato molto importante per l’accettazione culturale del fumetto e del graphic novel.

“The shining girls”, di Lauren Beukes, scritto quest’anno, questo libro ha talmente impressionato che già si pensa a una serie tv. Parla di viaggi nel tempo di un serial killer che per sottrarsi alla pena di morte deve continuare a viaggiare e a uccidere queste shining girls. Fino a che non incontra Kirby Mazrachi , che decide di trasformarsi da preda in cacciatrice per fermare questo serial killer. È un libro che parla di vendetta, violenza maschile e rivolta da parte delle donne.

“Leggere Lolita a Tehran”, scritto da Azar Nafisi nel 2003, questo libro ci ricorda quanto sia velenoso e allo stesso tempo positivo il fatto che delle donne si trovino insieme nella medesima stanza. Parla di un gruppo segreto in Iran. Tramite le loro riflessioni sui romanzi classici, le donne gradualmente rivelano dettagli sulle loro vite. Tramite le parole di Azir Nafisi si comprende il potere della lettura, che funge da esempio di resistenza culturale e testimoniato all’onestà con cui le donne parlano di sé.

“Cigni selvatici”, scritto nel 1991 da Jung Chang, dimostra con grazia squisita e profonda conoscenza, la centralità delle donne in tutte le aree della vita sia politica sia culturale. È scritto sotto forma di storia familiare, descrive la Cina tramite tre generazioni di vite femminili. Il libro stimola imitazioni in tutto il mondo, rivelando la passione dei lettori ad imparare particolarità sulla vita di altre donne e provando che le esperienze delle donne sono tanto rappresentative del carattere di una nazione quanto quelle degli uomini.

Gli “Untitled Film Stills” di Cindy Sherman, sono foto in bianco e nero che raccontano di una donna fatale, di una barbona, di una stronza, della spia, della bugiarda, della bella ragazza, della svampita e tante altre donne. L’artista newyorkese fa proprie le forme stereotipate degli archetipi femminili della cultura popolare occidentale. Tutte sono umiliate, limitate. C’è da infuriarsi guardando quanto poco sia cambiata la concezione delle donne, da arrabbiarsi quanto tremendi stereotipi siano creati e poi usati contro di noi.

“The hidden face of Eve”, di Nawal el-Saadawi. Questo libro è servito per incitare molte scrittrici del Medio Oriente a commentare la situazione delle donne, anche se The Hidden face of Eve, premio Nobel, rimane il migliore. Mette a nudo i problemi relativi alle donne, denuncia le mutilazioni ai genitali femminili e rivela l’estensione della violenza contro le donne nel mondo arabo. Eppure le esperienze descritte sono di un significato universale e di attualità, possono essere estese a tutto il mondo, Europa ed America.

“Goddess of Vengeance” di Jackie Collins. Il suo sito web dice: “Lei ti terrà sveglio tutta la notte” ed è vero: la Collins è un’allegra narratrice le cui donne della Amazzonia parlano senza timore.

“Intercourse” di Andrea Dworkin. Non si può finire senza di lei. Dworkin è stata un’eccelsa scrittrice alla moda che ha detto la verità e per questo è stata diffamata. Non si può finire senza un appropriato femminismo radicale da parte della mia eroina. Dworkin è stata una eccelsa scrittrice alla moda che ha detto la verità e per questo è stata diffamata. Il nascere dei diritti religiosi, il rientrare dei diritti sull’aborto in America, la “pornification” femminile: Dworkin aveva previsto tutto. Con acume attento e una prosa elettrizzante, Intercourse esamina sesso e genere, senza mai ammorbidire la sua brillante interpretazione al di fuori della cortesia femminile.

Francesca Macchiarini

 

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