News Rivista — 21 febbraio 2013

Il Giappone dice “no!” agli e-book. Il rifiuto arriva proprio dal paese della tecnologia per eccellenza. Solo l’8% dei suoi abitanti, secondo l’articolo pubblicato dalla CNN, dichiara di aver scaricato almeno un libro elettronico. Per comprendere l’insufficienza di tale percentuale basta paragonarla al 20% del mercato statunitense.

Si fa davvero fatica a credere a un dato del genere considerando poi che l’arcipelago nipponico gode di una delle connessioni a internet più veloci del pianeta.

I libri disponibili in digitale sono solo 40 mila. Proprio per questo rifiuto dei lettori, gli editori classici sono rimasti a presidiare il settore dell’editoria tradizionale.

I Giapponesi snobbano il nuovo mercato elettronico e nella valigetta 24 h, insieme agli immancabili tablet, i-pod, i-phone, tengono anche un vecchio e caro volume di carta.

Sarà la risposta di un popolo saturo di tecnologia?

In alcune parti del mondo ci sono pratiche che non cambiano, ci sono emozioni che non cessano, ci sono abitudini che divengono tradizione. In quei luoghi, il tempo non è artefice del destino.

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