Approfondimenti Rivista — 27 febbraio 2013

Ormai il mercato del libro è profondamente determinato dalla volontà dei consumatori. In parte non è nulla di nuovo, per l’altra parte invece bisogna considerare che sono gli stessi lettori a divenire scrittori. Anche in questa affermazione potremmo non scorgere molte novità. Per capire meglio l’entità del nuovo panorama editoriale basta dare un’occhiata alla classifica di Ultima Books, il negozio dei titoli elettronici del gruppo Simplicissimus; alle prime tre posizioni svettano tre titoli autopubblicati. Ecco quindi cosa succede quando< sono i lettori stessi a divenire scrittori. La volontà dei consumatori coincide con la volontà dei produttori, perché questi ultimi sono consumatori stessi. Sembra un frustrante gioco di parole. Per risolverlo bastava, fino a poco tempo fa, inserire il termine “prosumer”. Oggi però non basta più perché il lettore non collabora solo alla realizzazione del prodotto, ma lo crea autonomamente.

L’autore fai da te” ha convinto il mercato, o per meglio dire: ha convinto i suoi simili.

Le competenze dell’editore vengono messe da parte, e quella fase della filiera editoriale che sembrava indispensabile, in confronto a molte altre propriamente dedicate alla realizzazione materiale del libro, è stata declassata e superata con la semplicità e l’immediatezza del digitale.

Ora è importante analizzare i titoli al vertice. Al primo posto della classifica: Io amo Amy, scritto da Stefano Michelini, psichiatra famoso per il suo impegno con le squadre di calcio di serie A e già autore di racconti e di un altro romanzo. Di seguito viene proposta la sinossi pubblicata su Ultima Books:

Un lutto insostenibile (la morte della figlia in un incidente aereo) e un medico che si trova a essere “autorità competente” là dove nessuno vorrebbe mai trovarsi.

Una buca dantesca a più livelli, un incubo freddo, con ospiti inconsolabili di varia natura e provenienza.

E un amore, un amore assurdo, un amore psichiatrico per una fragile rockstar, Amy Winehouse, che incarna, inconsapevole e indifferente, il lato oscuro di ogni aprirsi alla vita.”

Da qui può svilupparsi l’idea che il titolo in questione, a parte dalla forza del passaparola, sia supportato anche dalla qualità. Lo statuto di cui gode l’autore nella società fa da garante, convince all’acquisto. Questa è una dinamica, penserete voi, distante dal processo di auto-pubblicazione. Di solito chi sceglie la via solitaria ha già collezionato una lista di rifiuti editoriali, oppure è insoddisfatto economicamente a causa dei costosi passaggi obbligati della filiera che riducono sostanzialmente il guadagno. Quindi non tutti saranno medici saccenti e buoni scrittori.

In seconda posizione Rosso Porpora di Gianluca Frangella, lanciato al prezzo di 0.99 cent. Di seguito la sinossi:

Ci sono momenti in cui bisogna prendere decisioni importanti. Decisioni che lasceranno un segno nella nostra vita: scolpiranno la memoria in modo profondo e indelebile.

La difficoltà sarà riuscire ad accettare noi stessi per quelle decisioni sbagliate, prese con ingenua infantilità.

È il caso di una ragazza che si ritroverà da sola a crescere una figlia e che, per amor suo, cederà al compresso di vendere il proprio corpo. Questa decisione la porterà ad allontanare l’amore e a diffidare di chiunque provi a far parte della sua vita.

Rosso porpora” è un romanzo breve, semplice e scorrevole che sin dalle prime righe fa venire voglia di leggere fino alla fine.”

Questo secondo titolo è l’esempio per eccellenza dell’auto-pubblicazione. L’autore crea la versione elettronica e promuove il proprio dattiloscritto. Da qui iniziano una serie di condivisioni e attività sui social network che generano conoscenza e interesse. Il passaparola fa da padrone questa fase ed è la forza motrice delle vendite del digitale.

Il progetto che nasce dall’ambizione e dal dovere di una casa editrice abbraccia anche gli autori che compongono il catalogo. Questa partecipazione permette continuità e appartenenza, ma perché anche chi ha più possibilità di trovare un editore sceglie la strada del self-publishing?

Le modalità e i criteri attraverso cui vengono scelti i titoli non sono sempre limpidi, il guadagno è minore rispetto alle possibilità offerte dalle piattaforme di pubblicazione e l’insufficiente investimento nella comunicazione smorza le aspettative e l’ambizione degli aspiranti scrittori.

Ciò che nasce dal sacrificio, dalla condivisione, dal confronto però gode della completezza che un solo uomo non è mai stato in grado di donare. La caratteristica economica ha guidato molto le scelte degli autori nonostante l’editoria sia la realizzazione fisica di un’idea che non viene diffusa solo per la sue esistenza, ma per il suo effetto dirompente e allo stesso tempo iniziatore.

Penso proprio a questa complessa trama di rapporti e di incontri nella quale le persone crescono, le idee si scambiano, penso a un grande lavoro reciproco, qualcosa di molto concreto e materiale. Penso a ideologie e temperamenti anche opposti. Penso a un catalogo che trova i suoi grandi snodi in alcuni nomi che diventano simboli, percorsi riconoscibili e necessari. (…)” (Intervista a Giulio Einaudi)

Potremmo scegliere di non confrontarci mai accontentandoci di credere a una mente che si nutre di un unico sguardo. Oppure voltarci perdendo, forse, del denaro, ma acquistando l’infallibilità della condivisione.

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