News Rivista — 28 febbraio 2013

La modernità del mondo globalizzato può riservare ogni tanto delle belle sorprese. Innanzitutto mondo globale significa contatto diretto tra le culture, anche lontane, anche incompatibili. Può succedere però che da questo confronto e da questa necessità cosmopolita nascano anche dei connubi interessanti.

Può capitare ad esempio di fare un giro in Germania, a Francoforte, visitare la casa-museo di Goethe, e trovare all’interno delle varie stanze le spiegazioni-guida riportate in quattro diverse lingue su dei cartelli illustrativi: inglese, tedesco, italiano e cinese. La straordinarietà di quella esperienza è però quella di trovarsi di fianco un bambino, di cinque o sei anni, in grado di leggere le didascalie in tutte e quattro le diverse lingue. Il ragazzino in questione aveva infatti avuto la “fortuna” di essere un figlio del mondo globale. Padre italiano, mamma cinese, residenti in Germania da diverso tempo, a giudicare dalla capacità di comprendere il tedesco. Per quanto riguarda l’inglese, si da per scontato che un nativo della globalizzazione lo conosca a menadito.

Purtroppo non tutti hanno la sua stessa fortuna, e non tutti, specie in Italia, sono in grado di parlare con un buon livello di fluenza e competenza una lingua diversa da quella madre. Da un’indagine del Censis emerge che il 66,2% degli italiani dichiara di conoscere almeno una lingua diversa dalla propria, ma per il 50,1% il livello è quello “scolastico”, e quindi, a giudicare dall’inglese maccheronico parlato persino da un laureato medio in Italia, decisamente basso. Il sistema scolastico italiano è in questo campo decisamente il primo indiziato responsabile delle lacune in lingue dei giovani studenti che dovranno confrontarsi con il mondo intero, e appunto per questo può essere necessario che debba essere la famiglia, in attesa di una modernizzazione dell’apprendimento scolastico, a dover abituare, sin da piccolissimi, i bambini all’utilizzo di lingue diverse dalla propria.

Una buona idea può essere quella di regalare ai propri bambini dei libri adatti per l’apprendimento delle lingue, tenendo a mente che anche giocando si può imparare. È importante, quindi, far sì che questo momento non diventi un obbligo, ma che i bambini si avvicinino a questa nuova avventura con la giusta dose di curiosità.

L’importanza di una buona conoscenza, soprattutto della lingua inglese, è innegabile: oltre a consentire di viaggiare praticamente in tutti i paesi e di comunicare con persone di nazionalità diverse, oggi è un requisito indispensabile per fare carriera nel mondo del lavoro o in quello accademico.

Come fare, però, a scegliere le letture più adatte per i bambini? Non esiste una vera e propria regola. Si potrebbe cominciare col regalare loro dei libri che potrebbero suscitare maggiormente il loro interesse e la loro curiosità, cosìcché l’apprendimento della lingua diventi un’attività piacevole.

I libri di altissima qualità, seppur a volte un po’ nascosti, ci sono, e gli autori che creano opere magiche e senza tempo esistono, si tratta di scovarli. Quando capita di trovare un libro veramente speciale diventa indispensabile condividerlo, farlo sapere agli altri. Solo così sarà possibile raggiungere un risultato che accomuni grandi e piccoli, avendo a disposizione dei bei libri e al tempo stesso sostenendo gli autori che fanno sognare genitori e bambini.

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