Approfondimenti Rivista — 27 giugno 2013

“Il libro? Sarà l’antidoto alla schizofrenia di una cultura ormai sempre più legata ad internet. Soltanto attraverso la lettura saremo in grado di filtrare l’infinità di informazioni che oggi ci arrivano attraverso i nuovi canali. Soltanto grazie ai libri ognuno di noi avrà gli strumenti per scegliere e per crearsi una propria identità cultura.”

E’ con queste parole di Umberto Eco che desidero iniziare perchè,a mio avviso,rendono bene il concetto di ciò che,oramai da molti anni,in seguito al progressivo affermarsi del digitale,sta rivoluzionando l’editoria.

In passato era la carta stampata l’unico canale per diffondere la cultura. Se si voleva leggere un buon libro si andava in libreria e lo si sfogliava. Adesso,in un’epoca in cui è la tecnologia a farla da padrone, si è perso questo gusto. Basta aprire internet per venire sommersi da un’ infinità di alternative digitali. Perchè scomodarsi quando con un semplice click posso avere tutto a portata di mano?

Oramai il contenuto nn si distribuisce più su di un’unica piattaforma(cartacea) ma si pensa a come dstribuirla su più piattaforme,come ad esempio e-book,blog,siti internet.

Uno dei problemi che questi new media possono creare è la frammentazione. Negli ultimi anni,essendo cresciuto il numero delle fonti di informazione,si è determinato un processo di frammentazione del mercato. Il futuro sembra progressivamente avviarsi non verso” la pagina scritta bensì verso frammenti di contenuti distribuiti in modi diversi su piattaforme diverse” come scrive McGrane sull’Harvard Business Review.

Trovo riassuntiva della nostra società anche questa frase di Manuel Castells: “Negli Stati Uniti la radio ha impiegato 30 anni per raggiungere 60 milioni di persone,la televisione ha raggiunto questo livello in 15,internet lo ha fatto in soli 3 anni dalla nascita del world wide web”.

E’ vero che bisogna evolvere nella vita ma,anche i più fanatici seguaci di questa era digitale ,devono ammettere che il piacere di sfogliare un libro,sentire l’odore della carta è unico e nn potrà mai essere sostituito da un monitor. Ogni libro ritengo sia un oggetto da vivere,un compagno di viaggio da portare con sè, non solo una sequenza di parole.

Il cartaceo,per la maggior parte della gente,dà un senso di stantio,a me invece fa tornare indietro a quando si era liberi e non dipendenti dalla tecnologia.

Ogni libro ha un’anima e mai nessuna macchina sarà in grado di farci provare quelle sensazioni che solo la pagina stampata può regalarci.

Susanna Pultrone

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