Approfondimenti Rivista — 07 gennaio 2013

Il profeta pronuncia le parole con cura; il suono scivola delicatamente dalle labbra, una melodia si diffonde e seppure non ci fosse senso in quella storia le altre bocche sarebbero comunque pronte ad essere la nuova origine.

Ed è quella cura che testimonia il valore di quanto si sta per donare.

Purtroppo alcune profezie si sollevano pestando le debolezze e le paure di una mente che fiduciosa si è prostrata ad essa. Altre ancora nascono dalla pura speranza o dalla capacità di alcuni uomini di prevedere con razionalità il futuro.

Specialmente in alcuni momenti particolari l’intrigo del dubbio o di un nuovo inizio slanciano l’immaginazione e allora si crea un ipotetico futuro partendo dal reale, ma non cerchiamo la somiglianza con esso, anzi, tutto, dai modi ai colori, diviene diverso dall’esempio.

Uno di quei momenti particolari è la fine dell’anno, quando si fanno pronostici sul nuovo.

Il settore dell’editoria è in una crisi che per alcuni anticipa la fine imminente, per altri un cambiamento radicale. Quindi qui più che altrove molti giocano a fare i profeti, altri si fidano dei dati su cui fanno pronostici, altri ancora sono disfattisti.

Naturalmente le varie figure professionali coinvolte hanno delle idee e dei progetti che determineranno l’andamento di questo settore. Quindi sarebbe errato parlare di profezie o infantili tentativi di tirare ad indovinare. Sono loro i protagonisti del futuro del libro, e inconsciamente e semplicemente si costruirà un nuovo presente.

I successi e gli insuccessi dell’anno trascorso sono infatti delle esperienze dove l’invenzione conta poco; serve la risolutezza di un gesto studiato dopo aver compreso le dinamiche dell’editoria.

Diversi sono i professionisti che credono nel successo del self publishing e nell’affermazione dei titoli digitali.

Giuseppe Granieri nell’articolo “Editoria: cosa dobbiamo aspettarci nel 2013”, pubblicato sul suo blog Terza Pagina, ha raccolto varie opinioni in merito.

Di seguito ne proponiamo un riepilogo significativo

«Gli ebook», scrive Anna Baddeley sul Guardian, «continueranno a costare meno di un espresso». Assisteremo al fermento degli autori indie che «formeranno cooperative come Awesome Indies».

Digital Book World sostiene che i più popolari ereader (a partire dal Kindle) saranno dati a zero euro per incrementare le vendite di libri.  “Questo potrebbe essere l’anno buono”.

Secondo gli esperti americani, inoltre, saranno tempi duri per le librerie perché nuove strategie di marketing lavoreranno sul reperimento immediato dei libri, ma in formato digitale. Inoltre i grandi gruppi editoriali potrebbero sfruttare al meglio le loro potenzialità ridefinendo anche i ruoli. Le figure più gettonate sono gli autori e i blogger. Dalla loro capacità comunicativa, dalla caparbietà nell’affermarsi come opinion leader dipenderà parte delle vendite delle loro opere.

Questo è quanto accadrà alla parte imprenditoriale dell’editoria, senza immaginare cosa invece aspetta all’editoria come conoscenza degli uomini.

La chiave di questo lavoro è che deve essere premiata l’intelligenza, che a sua volta proprio dal rapporto con gli uomini, oltre che dei testi, si alimenta. Ma non deve essere mai un’intelligenza fine a se stessa, improduttiva e pigra. Devi dunque stimolarla di continuo, provocarla. Non devi soffocarla, spegnerla sotto la monotonia di un’eccessiva routine.”

C’è una forza più prorompente del tempo, c’è la forza delle azioni con cui l’uomo può decidere come la storia deve andare e non come andrà.

L’anno nuovo non sarà una nuova era fino a che i veri protagonisti dell’editoria non sceglieranno che così deve essere.

Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.” (Antonio Gramsci, Odio il capodanno)

Il bello è che la paura e l’imperfezione ci permettono almeno di credere nel profeta, la razionalità di progettare il futuro, e poi c’è il cigno nero; che nasce inaspettatamente e muore velocemente.

Ancora a noi la possibilità di fare e scegliere, ancora al caso la forza di meravigliarci.

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