Approfondimenti Rivista — 06 gennaio 2014

Sposati e sii sottomessa è un titolo furbo per un libro inutile. Premessa doverosa: non l’ho letto. Ho letto le polemiche feroci che ha suscitato qui da noi, contrariamente a quanto affermato nell’articolo di The Post Internazionale: “Uscito in Italia nel 2011 con buon successo di vendite e sedici riedizioni, il saggio non aveva provocato nessun clamore polemico.

Il quotidiano El País ha scritto, a questo proposito, che il prototipo di donna proposto risponde ai canoni italiani, ma non a quelli spagnoli”. E anche sulla seconda affermazione, il prototipo corrisponde ai canoni italiani etc., ci sarebbe da discutere. Comunque si diceva: non l’ho letto, ho letto interviste all’autrice, la giornalista Costanza Miriano, e ho chiaramente percepito la sua soddisfazione a fronte di critiche e insulti che le sono stati rivolti.

Titolo furbo, perché fa immediatamente saltare sulla sedia qualsiasi donna con un minimo di dignità personale (e sogghignare con gusto più di qualche uomo), ma libro inutile perché le donne che si riconoscono nel ritratto della moglie tratteggiato dalla Miriano (che nelle interviste ci tiene a precisare che lei predica bene ma razzola male) non ne avevano bisogno. E da quei pochi stralci in Rete che ho compulsato, posso assicurare che le donne che non si riconoscono in quel ritratto fasullo, e son la maggioranza, non potrebbero essere convinte, coinvolte e trasformate da quelle righe neanche a seguito di una lobotomia cerebrale bilaterale. Allora qual è il problema? Intanto la figura che, grazie alla Miriano, stiamo facendo a livello internazionale. Perché la notizia è questa. Il libro, vi spiace se non riscrivo il titolo?, è appena uscito in Spagna, grazie alla casa editrice Nuevo Inicio, non a caso guidata dall’arcivescovo Francisco Javier Martinez. E mentre il prelato faceva notare che “l’opera, riconosciuta come evangelizzatrice da parte dell’Osservatore Romano, prende spunto dalle Epistole di San Paolo agli Efesini”, il ministro della sanità, Ana Mato, ne ha chiesto il ritiro dalle librerie perché inciterebbe alla violenza contro le donne.

Lo sdegno nei confronti di questo anacronistico e pernicioso pamphlet è stato unanime. Da destra e da sinistra, le parlamentari spagnole hanno levato la propria voce, al punto che un altro prelato, il vescovo Mario Iceta, ha chiarito che non è quella espressa dal contenuto e dal titolo del libro la posizione della Chiesa sul matrimonio. E visto che oggi insulti e minacce di morte non si negano a nessuno, l’autrice ha fatto sapere che non parteciperà ai previsti passaggi televisivi in Spagna, ma che ritiene tanta indignazione frutto del passato franchista degli spagnoli, che ancora non avrebbero, a suo dire, conseguito una parità tra i sessi. Cosa che, insiste, sarebbe accaduta da tempo da noi e quindi nessuno avrebbe nulla da ridire riguardo un invito alle donne a non rinunciare alle loro peculiarità femminili. Prima fra tutte la sottomissione, a giudicare dagli esempi che riporta. Intanto lo scopo è raggiunto. Se ne parla, si dibatte, ci si indigna e il libro vende e Costanza Miriano, madre gioiosa e garrula di quattro bambini, si arricchisce a spese di problemi ben più gravi di un marito che sgrida la mogliettina incapace in cucina e di una mogliettina che deve accogliere con gioia le sgridate, in quanto pedagogiche al rapporto. Un libro simile di sicuro non stimola violenze, qui come in Spagna. Ma solo perché qui, come altrove, la discriminazione di genere è una granitica realtà. I diritti che credevamo acquisiti vengono costantemente messi in discussione. In Spagna si attenta al diritto all’aborto. In Italia è di fatto negato da una messe crescente di medici obiettori di coscienza. E le donne vengono tenute sottomesse da una società sessista fuori e dentro al matrimonio.

Laura Costantini

 


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(2) Readers Comments

  1. A parte tutto, che senso ha scrivere di un libro che non si è letto?

  2. Già…l’hai messo come premessa doverosa però poi ti trastulli con contenuti che nel libro non ci sono (io l’ho letto, mia moglie pure), tipo le sgridate pedagogiche del marito alla moglie che non sa cucinare. Ma cosa dici?

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