News Rivista — 15 novembre 2013

“Spendere nella cultura non è un lusso, ma un investimento”, ha affermato il Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, all’apertura dello European Cultural Forum tenutosi a Bruxelles tra il 4 e il 6 novembre scorsi. Il Presidente ha ricordato che la cultura e le industrie creative costituiscono fino al 4,5% del PIL europeo e sostengono oltre 8 milioni di posti di lavoro: una conferma dell’impegno a crescere e a diffondere il valore (non solo economico) della cultura. Tuttavia, nonostante gli sforzi di industria e istituzioni, i cittadini europei sembrano snobbare l’offerta.
I dati dell’Eurobarometro pubblicati dalla Commissione Europea lunedì scorso dimostrano una contrazione generale dei consumi culturali nell’UE, segno di come gli europei siano sempre meno disposti ad investire tempo e denaro in attività culturali, fatta eccezione per il cinema, che resta ancora una delle attività favorite e maggiormente accessibili al pubblico europeo.
In Italia i dati sono ancora più allarmanti: solo 8 italiani su 100 hanno un interesse “alto” o “molto alto” per attività culturali quali la lettura o la visita di un museo. A cosa è dovuta questa tendenza al negativo? La maggior parte degli intervistati cita la mancanza di interesse, denaro o tempo come le cause principali di assenza da una qualsiasi forma di attività culturale. Non è un caso quindi che, in tempo di crisi, la radio, la tv e internet vadano per la maggiore.
Il Commissario europeo per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, Androulla Vassiliou, si è detta “preoccupata: i dati pubblicati mostrano chiaramente che i governi sono chiamati a ripensare il sostegno alla cultura in modo tale da stimolarne la partecipazione pubblica e il ruolo di motore per la crescita e l’occupazione. Dall’altro lato, le industrie creative dovranno innovarsi e adattarsi a raggiungere un nuovo pubblico, ed esplorare nuovi modelli di finanziamento. La Commissione continuerà a sostenere accesso e partecipazione, anche tramite il nuovo programma Creative Europe.”
Si tratta del programma, proposto dalla Commissione Europea, e recentemente approvato dalla commissione cultura e istruzione del PE che permetterà ad artisti ed operatori culturali di ottenere finanziamenti agevolati attraverso un nuovo strumento di garanzia dei prestiti. Con un budget di oltre 1,4 miliardi di euro, il programma promuoverà la mobilità degli artisti e la distribuzione di opere audiovisive europee nel periodo 2014-2020. Il programma sarà al vaglio della sessione plenaria del Parlamento europeo (in programma dal 18 al 21 novembre prossimi) e poi del Consiglio dei ministri UE. In caso di approvazione da parte di entrambi, il programma entrerà in vigore già dal prossimo gennaio. L’offerta culturale nell’UE c’é ed é destinata ad aumentare: ma chi si occuperà di stimolarne il consumo?

 

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