News Rivista — 03 novembre 2012

Forse il digitale potrà godere di un tempo a lui dedicato. Forse anche gli Italiani potranno replicare, con un po’ di ritardo, i numeri del nuovo continente.

Il nostro paese sembra accettare i dispositivi per leggere gli ebook; quindi l’editoria digitale procede a grandi passi. La Mondadori ha messo sul mercato il proprio e-reader: Kobo; la scelta dei nuovi sopporti diventa variegata e soprattutto i prezzi calano così da non rappresentare più un’inibizione per i lettori nei confronti di una protesi che ora ci occorre per leggere.

Le case editrici aumentano i titoli in digitale anche se disponibili in ritardo rispetto al cartaceo. Alcune pubblicazioni invece escono solo sul nuovo supporto.

L’America rimane comunque il mercato più prolifico per il digitale. Probabilmente la situazione attuale negli Usa rappresenta il futuro della lettura in Italia. Potrebbe essere considerata una visione troppo positiva questa, considerando la reffrattarietà dei lettori italiani, ma i numeri sembrano anticipare un domani fatto di bit.

3dissue ha preparato in formato infografica una serie di dati che riguardano l’editoria digitale in America.

Nel 2007 Amazon ha lanciato il Kindle negli Stati Uniti, e nel 2010 la Apple ha mostrato il neonato ipad e ne ha venduti 7 milioni. Nel 2012 è stato venduto il doppio dei giornali in formato digitale rispetto al 2011. I lettori che prediligono il nuovo supporto leggono mediamente 24 libri l’anno, contro i 15 titoli in cartaceo consueti.

La speranza di vedere questi numeri anche in Italia è alimentata dalla percentuale positiva registrata nell’ultimo anno sulla fruizione del digitale. Con l’e-reader si possono avere a disposizione molti titoli, senza avere il peso del supporto cartaceo che ne impedirebbe il trasporto. L’ergonomia va ancora migliorata, ma comunque i nuovi dispositivi hanno trovato la strada da percorrere per conquistare un numero di lettori che sostenga la loro esistenza. Il contenuto non è cambiato, ed anche se le sembianze non sono quelle tradizionali, anche se il profumo del libro non possiamo più sentirlo rimane comunque una storia scritta che aspetta degli occhi curiosi per prendere vita e divenire un’esauriente risposta o un sogno indotto.

Sofia Di Giuseppe

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