Approfondimenti Rivista — 31 ottobre 2012

Era stato annunciato lo scorso 25 settembre, in occasione del convegno tenutosi presso la Camera dei Deputati; il 10 ottobre, l’AIE, l’Associazione Italiana Editori, lo ha confermato: il mercato del libro è in forte crisi, con un calo delle vendite pari a 3,7% nel 2011 e dell’8,7% nel 2012.

I dati emersi dal Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2012, presentato alla Fiera del libro di Francoforte, appaiono sconcertanti e sembrano suggerire un inevitabile peggioramento delle condizioni nei mesi a venire. Nei primi mesi del 2012, infatti, si sono confermati gli elementi di crisi strutturale della situazione economica italiana, con un numero di titoli pubblicati e immessi nel mercato inferiore del 9,1% rispetto a quello del corrispondente periodo del 2011, e con un trade del -8,7% a copie e del -7,3% a valore.

Era da circa 4 decenni che non si registrava una situazione simile: se storicamente il mercato del libro ha mostrato un andamento anticiclico, raggiungendo i risultati migliori nei momenti peggiori del quadro economico e sociale, oggi si allinea al negativo contesto generale dei consumi. Preoccupatissimo il presidente dell’AIE Marco Polillo che, dalla cornice della 64esima edizione della Bushmesse, ha affermato: “Le difficoltà sono obiettive ed è tempo di intervenire. Per rispondere a una situazione come quella accennata, non chiediamo soldi; chiediamo invece misure sostenibili, per dare opportunità e risposte. La tempesta perfetta si è scatenata sul libro, travolto dal calo della domanda e dalle difficoltà di accesso al credito, in un momento in cui gli editori sono chiamati a ingenti investimenti sul digitale e non aiutati dalla frammentazione delle competenze sul libro, che hanno ingenerato una sostanziale disattenzione verso il settore. Sono difficoltà che anche oggi possono trovare e meritano risposte. A costo zero (o a costo ridotto)”.

Alla diminuzione delle vendite corrisponde un calo della lettura: sono oggi 25,9 milioni gli italiani che leggono almeno un libro, 723 mila meno del 2010. Per Paolo Peluffo, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Ministri con delega all’Editoria, la soluzione da adottare per far fronte alla crisi del libro è la sensibilizzazione alla lettura: “Dobbiamo portare i libri nelle scuole, nelle famiglie, in tutti i luoghi di ritrovo delle persone. Sulla scia della campagna di comunicazione sulla lettura promossa da questo Governo, nelle prossime settimane proporrò l’istituzione di una task force sul libro, un gruppo di lavoro interministeriale che adotti tutti le misure necessarie a sostenere e promuovere la lettura, nella scuola e nelle università, innanzitutto. Viviamo nella società dell’informazione e l’economia della conoscenza è divenuta, negli ultimi anni, il principale motore della globalizzazione.

Potremmo essere competitivi solo se il libro tornerà ad essere al centro della vita di ciascuno di noi”.  L’AIE propone invece una strategia di azione che prevede cinque interventi principali: l’adozione di dell’Iva- oggi pari al 4%- agevolata, sulla scia di paesi come la Francia e il Lussemburgo; il sostegno da parte del Governo per il progetto TISP, teso alla creazione di una piattaforma che favorisca la collaborazione e le esperienze innovative per l’industria editoriale in uno scambio continuo con i fornitori di tecnologia europei; il rifinanziamento di un credito d’imposta –che era previsto dall’art. 8 della Legge 62 del 2001- per sostenere il processo di transizione al digitale; la creazione di una politica coordinata per il libro e la tutela del diritto d’autore; maggiore attenzione all’AIE da parte delle istituzioni. A crescere, invece, sono le case editrici attive in Italia, le produzioni (titoli, novità e copie) e le coedizioni. Tuttavia, è nel digitale che si registrano i risultati migliori: ai 12, 6 milioni di fatturato di fine 2011 sugli e-book(+740% sul 2010), si accompagnano oltre 150 milioni di euro di banche dati (+ 20% sul 2010).

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