Approfondimenti Rivista — 16 novembre 2013

Non solo spiagge, Alitalia e edifici pubblici. Lo stato italiano colabrodo non sa davvero più dove prendere qualche centesimo per fare un euro.

E a discapito delle briciole di finanziamenti che vengono concessi di tanto in tanto al settore della cultura in coma irreversibile, è ormai chiaro che l’editoria non è un settore esente da questa politica di dismissione.

Da http://www.lanotiziagiornale.it arriva l’indiscrezione secondo cui il ministero dell’economia stia tentando di vendere Editalia:

“Si tratta di una società controllata dallo stesso Poligrafico che si occupa di edizioni cosiddette “di pregio”, in pratica libri d’arte, riproduzioni di codici antichi e carte geografiche e multipli d’autore”.

“Tutta l’operazione, al momento, viene condotta sotto traccia. Al punto che in Editalia cadono letteralmente dalle nuvole. Lo staff dell’amministratore delegato, Marco De Guzzis, si limita a far trapelare che “la notizia lascia esterrefatti”. Insomma, per Editalia sembrerebbe trattarsi di un fulmine a ciel sereno. E così, dopo aver festeggiato l’anno scorso il sessantesimo anniversario della sua fondazione, adesso la società del Poligrafico potrebbe anche passare di mano. Peraltro, a differenza di molte altre società pubbliche, Editalia ha chiuso l’ultimo bilancio in utile (446 mila euro). Ma soprattutto vanta un portafoglio di ordini intorno ai 36 milioni di euro”.

Per chi non se ne fosse ancora accorto, siamo un caso disperato.

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