News Rivista — 02 agosto 2013

Un’arena di oltre 35 metri per 24, una struttura esterna di oltre 50 metri per 40, una superficie della cavea di oltre 9mila metri quadrati, e una capienza di circa 1300 posti, senza contare l’intero palco imperiale. È una strabiliante carrellata di numeri che riguardano un incredibile monumento scoperto a Genzano, nel complesso archeologico della cosiddetta Villa degli Antonini, l’originaria residenza imperiale che si estendeva in età romana nell’ “Ager Lanuvinus”, l’antica Lanuvio risalente alla metà del II secolo d.C.

Si tratta di quello che è stato già ribattezzato dagli archeologi “il piccolo Colosseo”, un anfiteatro “privato” eretto nel luogo di nascita dell’imperatore Marco Aurelio, e soprattutto del suo controverso figlio Commodo. E proprio a quest’ultimo, appassionato di giochi gladiatori e combattimenti contro le bestie, che si deve la spettacolare costruzione. Addirittura egli stesso amava sfidare il destino, scendendo nell’arena e uccidendo le belve feroci vestito da gladiatore.

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