Approfondimenti Rivista — 14 marzo 2013

Grazie all’imponente crescita di fenomeni come il self-publishing, qualsiasi autore, anche esordiente, è in grado di autopubblicare un manoscritto rinchiuso in un cassetto e diffonderlo attraverso i canali di diffusione sociali.

Raggiungere un pubblico vastissimo mettendo in vendita il proprio manoscritto in formato digitale ad un prezzo contenuto può rappresentare una fonte di appagamento e soddisfazione anche per gli scrittori meno pretenziosi, assicurando anche un guadagno che può essere modico, o notevole a seconda dell’attrattività e della qualità di un testo.

Mettere online il proprio manoscritto dando ai lettori la possibilità di scaricarlo gratuitamente, però, può sembrare in questo senso una decisione davvero poco comprensibile. Ha optato per questa scelta Ilaria Goffredo, una scrittrice che ha già pubblicato diversi romanzi, e da qualche tempo ha deciso di mettere a disposizione degli utenti il download gratuito, in formato pdf, epub e mobi, del proprio romanzo Tregua nell’ambra, un racconto intenso ambientato negli anni della guerra e che, oltre ad essersi classificato finalista al concorso letterario ilmioesordio Feltrinelli, ha ricevuto un’ondata di commenti positivi da parte dei lettori.

Un romanzo di tutto rispetto, con un ottimo successo anche di critica, che tuttavia non è risultato sufficiente per attirare le attenzioni dei grandi dell’editoria. Dopo aver ricevuto diversi rifiuti, Ilaria si è ritrovata in quella scomoda posizione tipica del panorama editoriale italiano, nel quale il valore di un’opera e l’appeal di cui può godere a livello editoriale viene misurato in base alla ridondanza del nome che lo firma, e solo secondariamente dalla qualità del contenuto.

Può dunque capitare che uno scrittore che ha pubblicato i propri romanzi con un piccolo editore, magari non in grado di garantire la dovuta diffusione e valorizzazione, fatichi a trovare spazio sugli scaffali delle librerie seppur offrendo un ottimo prodotto, di cui peraltro la cultura italiana ha un disperato bisogno.

Così Ilaria ha scelto di protestare, in modo silenzioso e simbolico, “contro le politiche denigratorie della grande editoria che sovente scelgono le opere da pubblicare non in base al contenuto delle stesse ma in base alla fama pregressa dell’autore o ad altri motivi piuttosto discutibili”.

In un’intervista rilasciata a Mediapolitika, la scrittrice ha così precisato gli obiettivi del suo gesto: “Oltre allo scopo di allargare la mia abituale cerchia di fedeli lettori, vorrei anche attirare l’attenzione dei grandi editori sul mondo degli scrittori sconosciuti, giacché essi sono tagliati fuori a causa delle situazioni citate prima. Molti di loro – ne ho letti diversi perché amo leggere opere di nuovi autori – sono davvero dotati di talento e meriterebbero la pubblicazione con editori che garantiscono una certa visibilità. Gli editori, seppur imprese come tutte le altre, debbono però considerare che loro fanno letteratura, dunque dovrebbero tramandare una cultura autentica, di valore, anziché quella mediatica in favore dei certi guadagni che ne derivano”.

Il ritratto che nella stessa intervista ha avuto modo di proporre riguardo le dinamiche imperanti nel mercato editoriale italiano è sconcertante:

Molti hanno una cattiva opinione degli scrittori emergenti. E questo è dovuto in parte al fatto che alcuni di loro si presentano tronfi e alteri nel mondo editoriale asserendo di aver scritto un capolavoro ed esigendo la gloria, quando in realtà hanno molto di cui migliorarsi. Ma vi sono altri scrittori appunto che valgono persino di più di diversi autori famosi ma che, vuoi per scoramento dinanzi alla difficoltà di farsi notare, vuoi per misera fiducia in se stessi, si accontentano e abbandonano una battaglia che sembra persa in partenza. Se si continua però su questa via, la letteratura avrà davvero pochi elementi di cui andar fiera giacché vengono ritenuti più importanti “libri” che diventano fenomeni editoriali non si sa bene per cosa – vedi “Cinquanta sfumature di grigio” – o biografie di calciatori e pornostar.”

Una soluzione potrebbe essere rappresentata da un aumento di scelte come la sua, in modo che diversi scrittori che condividono la stessa causa, costituiscano un fronte unico per manifestare il proprio dissenso verso queste derive antimeritocratiche: “Se si unissero le forze sarebbe secondo me un modo efficace per smuovere le acque e attirare i lettori, facendo capire loro che non è bravo solo chi è famoso. Di conseguenza credo che le case editrici medio – grandi rivaluterebbero le loro scelte di pubblicazione, prestando attenzione a chi scrive non perché dopo la carriera televisiva ha preso una penna in mano, ma perché ha davvero qualcosa da raccontare e lo fa nel modo giusto”.

http://treguanellambra.blogspot.it/

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