News Rivista — 29 dicembre 2012

Dal Regno Unito arriva l’inno alla resistenza della carta; vediamo giornali che abbandonano la loro versione tradizionale, redazioni in sciopero, eppure era dal 2009 che non si registrava una vendita così alta di libri cartacei nella settimana di Natale.

E’ la meschina legge del cigno nero a imperare sul mercato o sono numeri su cui tutti noi dovremmo riflettere?

Certamente i dati sono stati gonfiati dai lettori forti che si ostinano a regalare libri, dai titoli di cucina, e dalle biografie delle celebrità che vantano una serie di immagini fascinose.

Philip Downer, consulente nel settore editoriale che ha lavorato per Waterstone, WH Smith e Borders UK, ha detto che è troppo presto per acclamare un ritorno dei libri di carta.

“E’ un caso di rondini e di estati. Penso che tutto è in movimento”, ha affermato.

P. Downer ha motivato il suo scetticismo con i dati del settore provenienti da Nielsen Bookscan che mostrano come le vendite di libri fisici nel Regno Unito siano diminuiti anno per anno. L’ultimo picco raggiunto, 1,8 miliardi di euro, fu nel 2007 grazie alla magia di J.K Rowling.

Nei primi 10 mesi del 2012, le vendite di libri stampati sono in calo del 3,5% in termini di volume e del 5,5% in valore.

Probabilmente i lettori sopperiscono alle imperfezioni degli e-reader scegliendo ancora la tradizione. Alcuni dei nuovi dispositivi infatti sono economici, ma non del tutto ergonomici. Ecco perché parte delle vendite viene assorbita dai tablet che non sono specifici per la lettura, ma hanno una grafica molto soddisfacente.

Così negli imprenditori che investono sulla tecnologia aleggia la paura del cigno nero, aleggia la paura di un’inaspettata risurrezione.

Curioso dire che in realtà il mercato lo facciamo noi.

Sofia Di Giuseppe

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.