News Rivista — 09 gennaio 2013

“Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente”.
Compiva cento anni Rita Levi Montalcini e ancora la sua ragione sfidava il tempo, ancora la perseveranza la spingeva oltre i limti.

Primo Levi ne parlava sottolineando la “volontà indomita e il piglio di una principessa”.

Rita Levi Montalcini è stata questo: volontà e delicatezza. Che non è affatto poco.

Il suo animo di ferro l’ha accompagnata attraverso tutte le tappe fondamentali della sua vita, condotta con coraggio, passione e un filo di sfrontatezza. L’umiltà e il senso del sacrificio le hanno permesso di raggiungere soddisfazioni forse anche più grandi di quelle professionali, che, Premio Nobel su tutte, sono comunque di una “certa rilevanza”, per usare un eufemismo.

Esempio per i giovani, punto di riferimento per la comunità scientifica e attenta alla lotta per le cause politiche e sociali.

In questo e-book, MariaGiovanna Luini, Daniele Dell’Orco e Francesco Giubilei ripercorrono la sua vita, le sue scoperte scientifiche e il valore che il personaggio ha avuto per un Paese intero, cercando di essere più esaustivi possibili, producendo però un testo semplice e accessibile a tutti. L’esperienza di Rita Levi Montalcini ha ruotato tutta intorno al concetto di amore. In un estratto dell’opera, a tal proposito, si legge:  “Il suo scopo non era quello di imparare ad amare ma interessarsi a se stessa e al mondo circostante, capirlo e cercare di venire in aiuto a chi ne ha bisogno. Tuttavia, in queste parole si può ben vedere lo stesso concetto di amore che diceva non le appartenesse. Il suo amore si è tradotto in termini di curiosità. Ricercare il bene per gli individui l’ha portata ad abbandonare qualsiasi prospettiva di vita legata al sé.”

Nella calma placida di un corpo minuto la ricerca ha trovato casa e si è mostrata al mondo.

Tante volte la Montalcini si è trovata a combattere contro lo scetticismo e il pregiudizio, contro il sospetto, come nel “caso Fidia”, eppure, come lei stessa sosteneva: “non nascondo che mi importunava vedere talvolta il mio nome legato a quello della Fidia. Ma pensavo che fosse il prezzo da pagare, non me ne importava niente pur di avere qualche aiuto per la ricerca. Se impediamo all’industria di aiutare il laboratorio, noi moriamo”.

Rita ha intitolato la sua autobiografia “Elogio dell’imperfezione”, senza l’imperfezione nell’immobilità della presunta perfezione ci saremmo fermati a contemplare un mondo apparente.

http://www.bookrepublic.it/book/9788896656648-rita-levi-montalcini-la-vita-e-le-scoperte-della-piu-grande-scienziata-italiana/

Sofia Di Giuseppe

 

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