le interviste Rivista — 08 novembre 2012

Ciao Massimo, innanzitutto grazie per la disponibilità:

– Per iniziare vorrei chiederti da dove nasce l’idea di Letteratitudine, qual è lo scopo che persegue uno dei più importanti blog letterari italiani, e come si costruisce nel tempo una realtà del genere.

Come ho già avuto modo di spiegare in altre circostanze, Letteratitudine è nato dalla semplice e apparentemente banale esigenza di creare una rete di appassionati di libri e letteratura su Internet. Per esigenze famigliari (era il settembre del 2006) avevo difficoltà a spostarmi da casa per partecipare a eventi letterari “dal vivo”. Così pensai di creare un “luogo virtuale” il cui scopo prevalente e dichiarato fosse quello di favorire l’incontro tra i vari protagonisti del mondo del libro: lettori, scrittori, critici letterari, giornalisti culturali, librai, editor, ecc. All’epoca non si era ancora verificata l’esplosione di social network come facebook o twitter (che oggi, nonostante l’inevitabile caos, riescono a soddisfare esigenze di quel tipo). Certo, non avrei mai potuto immaginare che, in pochissimi mesi, Letteratitudine avrebbe beneficiato di un “successo” che ancora oggi considero sorprendente.

Poi, nel tempo, il blog si è evoluto. Tra le altre cose, ha anche generato e inglobato una trasmissione radiofonica, da me curata e condotta, che prende lo stesso nome del blog (“Letteratitudine in Fm“) e che va in onda su Radio Hinterland. Nel corso di questi sei anni ho organizzato dibattiti online (coinvolgendo anche autori molto noti) che hanno beneficiato di una partecipazione impressionante, con post che hanno superatodi gran lunga i 1.000 commenti. Il record si è registrato con il post sulla cosiddetta “letteratura dei vampiri“, che ha registrato circa 2.800 commenti. In questi ultimi mesi ho cercato di intensificare la funzione “di servizio” di Letteratitudine. In tal senso ho aperto due nuovi spazi. Il primo si intitola “Osservatorio LitBlog“: è uno spazio dedicato all’intera blogosfera letteraria italiana (che ho sempre immaginato come un corpo unico) dove – con il supporto della mia amica scrittrice Francesca G. Marone – vengono segnalati settimanalmente alcuni dei post pubblicati dagli altri litblog italiani. Poi c’è un nuovo spazio dedicato al rapporto tra diritto e rete: l’ho intitolato “Le nostre vite tra diritto eweb“. Anche in questo caso pubblico settimanalmente (con l’indispensabile consulenza dell’amica scrittrice e magistrato Simona Lo Iacono) le ultime notizie su ciò che sta accadendo nell’intricato rapporto tra diritto e Internet (tema che, inevitabilmente, ci riguarda tutti in maniera sempre più stretta). Inoltre ci tengo a evidenziare la nascita di una nuova rubrica dedicata interamente al cinema (“Letteratitudine Cinema“) che accoglie ogni settimana le recensioni della critica cinematografica Ornella Sgroi. Per chiudere, ne approfitto per sottolineare la vocazione internazionale di Letteratitudine segnalando “Babelit” (uno spazio che accoglie dibattiti plurilingue con la partecipazione di autori non italiani).

 

– Perché la necessità di trasformare l’esperienza di Letteratitudine in un libro?

Come ho scritto nella prefazione, ciò che mi ha spinto a procedere alla pubblicazione di un secondo volume dedicato all’esperienza e alle attività di Letteratitudine è stata l’esigenza di lasciare traccia.

Temo che le discussioni on line siano, prima o poi, destinate a perdersi nel mare magnum della Rete, alla stregua di gocce nell’oceano. Alcune di queste, a mio modo di vedere, meritano di essere salvate. La speranza è che, tra qualche anno possano contribuire a fornire indicazioni su quali sono state le nostre abitudini, le nostre letture, il nostro modo di pensare, la nostra visione del mondo.

Ecco. Alcune di queste “gocce” (è ciò che spero) sono contenute all’interno di “Letteratitudine, il libro – vol. II”.

 

– Cosa offre questo secondo volume in più del primo?

Offre una sintesi ragionata e “sistematizzata” dei più significativi dibattiti che si sono svolti su Letteratitudine nell’arco temporale che va dal 2008 al 2011. Il primo libro, invece, si concentrava sul periodo 2006/2008.

 

– Perché un appassionato di letteratura dovrebbe comprare questo libro?

Perché all’interno di questo volume troverà innumerevoli spunti di riflessione e nuove occasioni di approfondimento, tra cui l’esplorazione di figure letterarie di primo piano (come quelle di Leonardo Sciascia e Giuseppe Bonaviri) e il risultato di dibattiti corali che hanno visto il coinvolgimento di numerosi autori (come le discussioni sul “blocco dello scrittore”, sulla “letteratura del nuovo Sud” e sul “romanzo storico”). Chi ha partecipato alle suddette discussioni, intervenendo o leggendole online, avrà la possibilità di riscoprirle cogliendone aspetti nuovi e inattesi… e di custodirle, preservandole dall’oblio.

 

– Noi siamo all’inizio dell’avventura di un sito letterario, nato in un momento storico per molti versi “sfavorevole” per un’attività come questa, hai qualche consiglio da darci?

Credere nel proprio progetto e nei propri sogni, portarli avanti con entusiasmo e perseveranza, lavorare sodo, non farsi scoraggiare dalle inevitabili difficoltà, imparare dagli errori, essere sinceri e trasparenti, puntare sulla qualità, condividere, accogliere opinioni anche opposte preservando il rispetto di tutti. Può sembrare banale, ma non lo è. Sono “valori essenziali” che alla lunga premiano. E poi, cercare di immaginare il futuro e di… farsi venire “nuove idee”. Cosa davvero difficilissima. Ma bisogna provarci (nel rispetto dei “valori essenziali” di cui sopra). La Rete è un mare agitato e noi siamo su una tavola da surf.

 

– Cosa ne pensi della “sfiducia” nei confronti della cultura in generale?

Penso che chi ha “sfiducia” nella cultura guardi al futuro con occhi da miope (se non da cieco). Cultura e sviluppo vanno nella stessa direzione. E non ci può essere una “politica del fare” che non sia accompagnata e preceduta da una “politica del sapere”. In ogni caso preferisco essere ottimista e pensare che gli “sfiduciati cronici” nei confronti della cultura appartengano a una minoranza.

 

– Ora che Letteratitudine è diventato un blog seguitissimo, un libro, un appuntamento radiofonico, quali sono le future tappe di questo progetto?

Non saprei. In linea di massima mi piacerebbe incentivare l’aspetto della internazionalizzazione. Anche se qualche “nuova idea” mi frulla già in mente. Per il resto, vale la regola generale: navigare a vista, con i piedi ben piantati sul surf.

 

– E quali sono i progetti futuri di Massimo Maugeri?

Sto ultimando un nuovo romanzo ambientato in Sicilia che conto di pubblicare l’anno prossimo. Un romanzo visionario e metaforico (dunque, controcorrente) ma molto attuale e – a mio modo di vedere – efficace.

Daniele Dell’Orco

 

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