le interviste Rivista — 29 luglio 2013

L’immaginazione può fornire un mondo alternativo, fiabe che si incrociano, regole stravolte. Così il mondo non esiste più, esiste solo ciò che pensiamo. Eppure l’imperfezione della realtà ci persuade di più, rimaniamo con i piedi a terra e ascoltiamo chi ha una storia vera da raccontarci.

Quindi sarà coinvolgente, ora, leggere l’esperienza di Andreina Luce, autrice di “Le emozioni della madre”.

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1- “Le emozioni della madre” è il titolo del suo romanzo, ci spieghi cosa troveremo sfogliando le pagine.

I lettori troveranno i pensieri positivi di una donna travolta da un uragano interiore di cambiamenti.

Tra le righe emerge la presenza della Dea meravigliosa che si cela nel profondo di ogni donna, e che nulla vuole togliere al ruolo di Madre; solo insegnarle ad ascoltarsi, ed amarsi senza raccontarsi più bugie, senza tradire le sue passioni, i suoi desideri. È il binomio donna-madre che con realismo e passione viene raccontato attraverso un’esperienza vera.

Pagine di dolore precedono molte parole di luce e di speranza; tutto nascosto dentro una sofferenza che poi divine motivo d’amore.

2- Quale stile narrativo contraddistingue il romanzo?

Questo romanzo è autobiografico .

3- Ci parli di Elisa, la protagonista.

Elisa ha 50 anni, e nello splendore di quell’età affronta il cambiamento più grande.

I figli, ormai cresciuti, le rivelano ogni giorno la sua bellezza. Sono il suo specchio, le sue fatiche spese bene, i veri amori .

Ma Elisa sente il bisogno di pensare a se stessa, ai suoi sogni, di prendersi cura di quella donna meravigliosa che per troppo ha rinunciato alle splendide emozioni.

Elisa è una persona silenziosa, sognatrice e pensa a quell’amore che vorrebbe avere al suo fianco. Durante la sua vita si innamora di tanti uomini, pur restando fedele al matrimonio che aveva voluto.

La Madre che è in lei tace, si rifugia in se stessa, trova sbagliato innamorarsi fuori dal matrimonio. La Dea dentro di lei, invece, soffre in silenzio, è come una farfalla a cui è stato impedito di volare.

Però ecco l’amore prepotente. La follia, il desiderio incontrollato, l’intoccabile, il dolore.

Ci vuole coraggio per capovolgere un tavolo dove sopra vi è sicurezza ed ogni bene; ci vuole coraggio per dire a se stessa: “io voglio me!”.

4- Qual è invece la funzione dello psicologo nella storia?

Lo psicologo è un osservatore , un maestro e compagno di un bellissimo viaggio dentro le macerie di un tempio crollato sotto il peso del mal di vivere della protagonista.

La sua funzione primaria è quella di far innamorare Elisa di se stessa, della vita.

5- Da dove è nata l’idea di raccontare un’esperienza dolorosa come la separazione e i conseguenti malesseri?

Ho sentito il bisogno di spiegare che la condivisione totale delle proprie esperienze con i lettori è possibile e che la vita è una immensa ricchezza.

Non esiste nessuna separazione con un’altra persona, ma solo con se stessi, ed è quella più dolorosa di tutti.

Volevo raccontarlo perchè uomini e donne stanno soffrendo a causa di legami che in realtà non esistono più. Le Aquile non volano mai a stormi, è tutto dentro di noi!

Ecco, quindi, perchè raccontare; ogni persona, che vuole amore, deve cercarlo dentro se stesso e per se stesso. Il sentimento non è al di fuori di noi, oppure negli altri.

La separazione matrimoniale è stata necessaria alla protagonista per riunire e ritrovare se stessa.

6- A quali lettori si rivolge “Le emozioni della madre”?

All’inizio il mio pensiero era rivolto soprattutto alle donne, mogli, amanti e madri. Poi ho pensato che era importante anche rivolgersi agli uomini, perchè imparino a guardare la propria compagna con occhi diversi, pieni di stupore e con il desiderio di scoprire la ricchezza che si cela nello sguardo della Madre.

7- Qual è il messaggio contenuto nel suo romanzo?

Ogni persona dovrebbe ricercare se stessa, trovarsi ed amarsi. Il cammino però è solo nostro, è individuale ; “si nasce soli , si muore soli”. E questo ci mettiamo tanto tempo per comprenderlo.

Elisa è morta tante volte per poter vivere e per vedere il nuovo dentro se stessa. L’importante è imparare per poter risorgere vigorosi dalla caduta.

8- Perché scrivere un romanzo sulle donne o per le donne?

Forse perchè sono una donna! Le donne si amano di meno degli uomini. Soprattutto le Madri!

E ho visto tante donne rassegnate. Come lo era Elisa, la protagonista del romanzo.

Donne che fanno silenzio mentre vengono picchiate fisicamente e psicologicamente. Poi raccontano bugie a se stesse come ha ha fatto Elisa .

Ma non è mai troppo tardi per incominciare ad amarsi un poco di più e per scoprirsi belle fino a toccare gli abissi più profondi di se stesse, dove il buio e la luce sono maestri.

9- Ci spieghi perché, magari fornendo una piccola citazione tratta dal suo libro, un lettore dovrebbe scegliere “Le emozioni della madre”.

Vedi dottore, io vengo da te, mi siedo e racconto una storia. Metto in discussione la mia realtà, voglio cambiare le regole. Ma la mia Anima non resiste più dentro a queste prigioni perché è giunto il momento di fare ordine. Ora desidero più di ogni altra cosa solo morire. Ecco la mia quiete o la mia fuga. Morire. Mi rifugio dentro il mio grande silenzio!

Ora chi è la madre dentro il grande silenzio

Tanti pensieri di Luce!

Luce per comprendere e Alessandro mi ha offerto i mezzi per cercare delle risposte!”

Si Potrebbe scegliere di leggere “Le Emozioni della Madre” perché tra queste pagine ci sono il cambiamento, la ribellione al vecchio; c’è il passaggio inevitabile dentro le paure umane. C’è l’inizio di un cammino dentro se stessi scegliendo di amarsi, correndo tutti i rischi possibili per raggiungere questo obiettivo. Ed essere positivi! 

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