Approfondimenti le interviste — 16 maggio 2013

Proseguiamo la pubblicazione di articoli dedicati al tema della bibliofilia, del collezionismo e del commercio di libri rari. Pubblichiamo oggi l’intervista di uno dei massimi esperti italiani in materia, Simone Berni, professione cacciatore di libri introvabili.

Francesco Giubilei

@francescogiub 

 

Simone Berni, professione cacciatore di libri introvabili come recita il titolo di un tuo libro pubblicato per Biblohaus: “Questo è Berni. Manuale del cacciatore di libri introvabili”, per intenderci in cosa consiste questa professione?

Facile. Si cercano libri che non si trovano più. Ovviamente quel termine “introvabili” deve intendersi come “di difficile o difficilissimo reperimento”, altrimenti si scade nell’ossimoro. In sintesi, come spiegato nei miei scritti, di moltissimi libri a un tempo ragionevole dalla loro uscita si perdono le tracce. Scompaiono dai cataloghi, dalle librerie, perfino dalle biblioteche. Solo la rete ne serba ricordo qua e là ma a volte le informazioni che se ne ricavano sono così rarefatte che della consistenza reale del libro si può quasi dubitare. Ecco! Sono queste le “delicate prede” che io inseguo.

Qual è il segreto per essere un buon cacciatore di libri introvabili e come ci si avvia a questa professione?

In appendice al mio Manuale, enumero venti leggi ad uso del cacciatore di libri. Non si tratta solo di un giochino, anche se chiaramente le leggi vanno a collocarsi tra il serio e il faceto, ma questo icosalogo è piuttosto un’ottima sintesi della mia filosofia di fondo. Per esempio, la legge numero 7 recita I libri si cercano quando nessuno li sta cercando (Meglio se nessuno ancora sa di loro), che la dice lunga sul fatto che ridurre al minimo la concorrenza in questo campo è fondamentale. Ma anche la legge numero 11, Se siete un esperto, non ditelo, fa capire che muoversi nell’ombra, tenere un basso profilo e non vantarsi, non vantarsi mai dei propri successi, sono atteggiamenti che alla fine si rivelano vincenti.

Ipotizziamo che un appassionato di libri e, perché no, un bibliofilo voglia avviarsi al commercio dei libri antichi. Quali letture consiglieresti per iniziare? Quali sono i principali libri da leggere sull’argomento?

Purtroppo la tua domanda mi costringe a qualche inelegante autocitazione, visto che oltre al mio Manuale, di recente in giro c’è davvero poco. Consiglierei di rivolgere una certa attenzione alla casa editrice Biblohaus di Macerata. Il patron Simone Pasquali e il suo staff hanno ormai formato un catalogo che conta già una trentina di titoli interessanti nell’ambito della bibliofilia. Tra di questi, l’aspirante venditore di libri rari può leggersi autori come Massimo Gatta (Bibliofilia del gusto e Librai e librerie di ieri e di oggi), Roberto Palazzi (Scritti di bibliofilia), Ugo Rozzo (Furor Bibliographicus) o Pablo Echaurren (Nel paese dei bibliofagi). Ma le principali letture devono essere quelle dei cataloghi delle principali librerie antiquarie e dell’usato. Sono le schede scritte da chi ha trenta o quarant’anni d’esperienza nella compravendita dei libri ad essere, di fatto, la migliore fonte d’informazione.

In periodi di crisi economica la domanda è scontata: c’è mercato in questo settore? Si riescono ad avere buoni introiti?

Sfatiamo subito la credenza che il cacciatore di libri sia un professionista che gira il mondo in prima classe per soddisfare la brama di possesso dei suoi clienti bibliofili, magari un po’ stravaganti, se non addirittura diabolici. Il ruolo che fu di Johnny Depp in “La nona porta” forse è ancora vivo in molti, ma le cose stanno in maniera leggermente diversa. In questo periodo difficile nell’economia mondiale sopravvivono solo i grandi lussi, e nell’ambito dei libri solo pochissimi bibliofili di primo livello continuano a investire. Nei “comuni mortali” c’è principalmente attesa e incertezza.

Chi sono i tuoi clienti tipo?

Curo alcuni settori. Per esempio l’ufologia. Ma ho mole amicizie anche con i patiti di letteratura del Novecento, in particolare le prime edizioni di alcuni autori simbolo come Calvino o Buzzati, ma anche autori di nicchia o semisconosciuti, per esempio Giuseppe Lo Presti o il poeta Luca Salvatore. Ma la mia specialità è quella di trovare libri rari in anticipo, ossia cercare di prevedere la loro rarità prossima ventura. E questo è fondamentale.

Oltre ad essere un cacciatore di libri immagino che sarai anche un collezionista, quanti volumi conta la tua collezione? C’è un genere in particolare che prediligi?

Recentemente Luigi Mascheroni, che scrive di cultura sul Giornale, mi ha inserito nel suo volume Scegliere i libri è un’arte, collezionarli una follia. Ritratti d’autore dei peggiori bibliofili d’Italia, e proprio in quell’occasione ho fatto un breve censimento dei miei libri, che è risultato essere di circa 2.500 tomi, perché io sono molto specializzato e non raccolgo cose che non mi interessano. Il mio amico Bruno Baronchelli di Roma, massimo collezionista di fantascienza, ha oltre cinquantamila libri. Il settore prediletto è quello dei libri scomparsi nel nulla, conosciuti in poche o addirittura pochissime copie.

C’è un libro che vorresti ardentemente avere tra le tue mani ma che non sei riuscito mai a trovare?

Ce ne sono un paio, ma non vorrei infrangere qualcuna delle mie leggi rendendo pubblici titoli per me importantissimi e creandomi così molta concorrenza inutile. Per soddisfare in parte la tua curiosità direi che Un’ombra dietro il cuore di Oreste Del Buono (1978) sarebbe un ottimo colpo. Ma l’autore ha macerato personalmente l’intera tiratura e si è salvata qualche copia spedita alla stampa e quelle per legge destinate alle biblioteche nazionali.

Una domanda scontata ma d’obbligo nel tuo caso: cosa ne pensi dell’ebook e quale, a tuo giudizio, sarà il futuro del libro cartaceo? Scomparirà?

Tranquilli. L’ebook e il libro di carta sono due cose diverse. La tv non ha decretato la fine della radio, così come internet non ha decretato la fine della tv. Si stanno già sviluppando pubblici ed utenze ben differenziate a anche sovrapposte, perché no. Io stesso, che pure sono bibliofilo, leggo alcuni titoli moderni sul mio lettore per questioni di praticità e perché così evito l’uso degli occhiali. Ma il libro…

Hai in programma un nuovo libro?

A dicembre a Milano (Salone del libro) ho esposto il primo atto di una mia nuova fase, ossia arte concettuale con oggetto il libro. L’opera in questione si chiama Maledizione del bibliofilo e tecnicamente è un mixed media costituito da un libro con copertina in acciaio pesante 12 kg con saldate 29 lame di coltello ben taglienti. Sto adesso lavorando a un progetto di performance artistica che prevede la stampa di nove libri particolari e unici al mondo di autori famosi che si stanno prestando al progetto con entusiasmo. La serata, anzi la nottata, si svolgerà a Macerata nella primavera del prossimo anno.

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