News — 06 novembre 2012

È notizia di poche ore fa che la Commissione Cultura della Camera ha approvato la risoluzione “Sostegno pubblico all’editoria” , con la quale il Governo si impegna ad integrare le risorse già stanziate nel fondo editoria con altri contributi fino alla completa copertura del fabbisogno. L’impegno economico si traduce in circa 87 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 53 stanziati in precedenza, con il sostenimento di ogni iniziativa rientrante nell’ordine del giorno appena approvato.

Come scritto nel testo della risoluzione, negli ultimi anni il sostegno pubblico all’editoria è diminuito drasticamente passando da 414 milioni nel 2009 a 138 milioni nel 2012. Tali fondi rappresentavano una garanzia di pluralismo dell’informazione locale e nazionale, ragion per cui gli ingenti tagli hanno messo a rischio la sopravvivenza di circa un centinaio di testate giornalistiche di orientamento politico e culturale diverso.

Difesa del pluralismo sacrosanta, come sancisce l’articolo 21 della Costituzione, ma negli ultimi decenni i contributi pubblici all’editoria hanno assunto spesso le forme di finanziamenti a pioggia senza criteri precisi, facendo finire soldi nelle casse di giornali che nemmeno stampano le copie.

In medio stat virtus. La speranza è che si riescano a tenere aperti quei giornali che svolgono un’opera di pubblico interesse evitando inutili dispersioni di denaro che non sono più tollerabili.

Daniele Dell’Orco

 

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