News Rivista — 01 agosto 2013

Sono lontani i tempi in cui a scuola erano banditi i cellulari: la nuova generazione di docenti, alcuni dei quali amano definirsi “iTeachers”, usano le nuove tecnologie e anzi propongono di eliminare totalmente i libri di carta ed usare esclusivamente quelli digitali.

La proposta è arrivata dal “1° Meeting Docenti Digitali e Insegnanti 2.0” che ha riunito a Nicolosi, nel catanese, ben 180 insegnanti di scuole elementari e medie provenienti da tutta Italia e riuniti nei due omonimi gruppi Facebook gestiti da Iolanda Caponata, Anna Pietra Ferraro e Giuseppe Corsaro. Boom di partecipazione online, grazie allo streaming in diretta ed all’hashtag #docentivirtuali.

Lasciata da parte carta e penna, si sono interrogati su come insegnare usando computer, palmari, schermi touch. “E’ possibile – spiegano gli “iTeachers” – invertire quello che è stato finora. Non più libri cartacei con estensioni digitali, ma al contrario: libri di testo totalmente in digitale che lavorino sia in presenza che in assenza di connessione internet, e con la possibilità di stampare parti del contenuto. Gli editori potrebbero realizzarli, innestarli in piattaforme elearning, dotarli di tool e apps (come Prezi, Glogster, Powtoon, Symbaloo), arricchirli con contenuti digitali selezionati, recensiti ed appropriati, ed anche affiancarli con veri e propri social network protetti”.

Gli esempi non sono mancati: tra le novità più interessanti c’è “edMondo”, un ambiente virtuale 3D online, dedicato esclusivamente a docenti e studenti per l’innovazione della didattica in classe. Una dimostrazione, da parte di Elena Mosa di Indire, ha fatto vedere come sia molto simile a Second Life, ma applicato alla didattica (qui il video). Insegnanti ed alunni posso anche interagire dal vero, in classe, usando uno schermo che dialoga con i tablet dei ragazzi (è la soluzione proposta da Chiara d’Angelo di Samsung Smart School) e non mancano pure ambienti multimediali come SkillOnline e Digiteen (ne ha parlato Carli Tomasi). Le competenze digitali dei prof sono pure certificabili, grazie alle certificazioni AICA.

E gli editori? Tra i partecipanti, anche Francesco Colangelo di RSCLibri: “il primo passo per noi – ha spiegato – è riformarci, cercando di ottenere più consulenza dai docenti e più interazione con alunni”.

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