News Rivista — 08 aprile 2013

Non solo libri. Il web aumenta i contenuti di ogni genere, e per ricordarli c’è bisogno di una grande memoria.

Questo lo sa bene la British Library che, con il sistema informatico, salva anche semplici messaggi lasciati sui social network. Lo stesso processo di archiviazione è utilizzato per i volumi della biblioteca, per le pagine internet registrate col dominio britannico, e per le brevi testimonianze scritte pubblicate su Twitter e Facebook.

Lucie Borgess della British Library ha detto:

“Per avere uno spaccato delle vita di oggi in Gran Bretagna si deve guardare a internet. Abbiamo già perso molto materiale, in particolare su eventi storici come gli attentati del 7 luglio 2005 e la crisi finanziaria del 2008”.

Le testimonianze postate sul web riguardo i principali eventi degli ultimi anni, purtroppo, non sono state conservate. Le leggi sul copyright, infatti, obbligavano la biblioteca del Regno a chiedere ogni volta l’autorizzazione ai gestori di un determinato sito. Una modifica a questa legge ha permesso invece di raccogliere liberamente le informazioni su internet.

I 5 milioni di siti inglesi disponibili possono offrire una panoramica culturale e attuale della società moderna. Riflettendo poi, sull’importanza e la preponderanza di internet nella vita delle persone, si capirà la necessità di registrare la voce del mondo, che si esprime anche, e ormai fortemente, attraverso gli algoritmi.

La prima catalogazione dei contenuti informatici durerà circa tre mesi. Ne seguiranno altre due per analizzare i dati registrati. Questo processo verrà ripetuto a scadenza annuale. Per un totale di 3 milioni di sterline.

La “maxi” catalogazione diverrà la memoria del Regno.

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