Approfondimenti Rivista — 29 settembre 2013

Nel 1558 l’incubo degli eretici era il cosiddetto Index librorum prohibitorum . Oggi non si può certo dire che la censura non esista più, ma di certo ha altre forme. Negli Stati Uniti, il paradiso del liberalismo e della salvaguardia delle libertà non esiste e non può di certo esistere un indice di libri proibiti, ma  dal 2001, ogni anno, l’American Library Association, la più antica e grande associazione bibliotecaria del mondo, redige e rende pubblica una lista dei libri che hanno urtato la sensibilità dei lettori americani. Una classifica ottenuta sommando il numero delle lettere di protesta recapitate per ciascun titolo nella cassetta postale del suo Office for Intellectual Freedom (Ufficio per la libertà intellettuale), nato nel 1967 e deputato a controllare che gli autori americani rispettino le indicazioni contenute all’interno del “Library Bill Of Rights”.

Tra i 464 reclami giunti dai lettori durante l’anno 2012, si evince che le cose che urtano maggiormente la sensibilità dei lettori sono i riferimenti sessuali espliciti, il linguaggio offensivo, l’inadeguatezza del contenuto rispetto all’età media dei lettori, la violenza, il satanismo e, ultima ma non ultima, l’omosessualità.

La seconda notizia interessante, però, è un’altra: nel 2012, il libro ad aver attirato più critiche per il suo contenuto “scabroso” è un libro per bambini. Si tratta di “The adventures of Captain Underpants”, traducibile come “Le avventure di Capitan Mutanda”, in realtà una serie di romanzi dedicati ai più piccoli firmati dallo scrittore e illustratore 47enne Dav Pilkey. Protagonista è, ovviamente, “Capitan Mutanda”, un supereroe scostumato generato dall’immaginazione di due ragazzini giocherelloni.

Captain Underpants viene considerato “inadatto ai bambini delle scuole elementari” a causa del “linguaggio offensivo“ contenuto al suo interno. In realtà, come evidenziato dall’analisi di Business Insider, il libro non presenta oscenità o parole volgari. Si, c’è qualche atteggiamento leggermente sopra le righe e qualche scherzo di cattivo, ma non c’è mai nudità (il supereroe utilizza un barile per coprire le parti intime), né vera violenza. Nulla di paragonabile a quella che si può trovare, per intenderci all’interno di un videogioco o di un film d’azione qualsiasi.

In ogni caso, i 10 titoli che hanno ricevuto più reclami da parte dei lettori americani nel 2012 sono:

1. Captain Underpants, di Dav Pilkey.
2. The Absolutely True Diary of a Part-Time Indian, di Sherman Alexie.

3. 13 (Thirteen Reasons Why), di Jay Asher.

4. 50 sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey), di E. L. James.

5. And Tango Makes Three, di Peter Parnell e Justin Richardson.

6. Il cacciatore di aquiloni (The Kite Runner), di Khaled Hosseini.
7. Cercando Alaska (Looking for Alaska), di John Green.
8. Scary Stories, di Alvin Schwartz

9. 
The Glass Castle, di Jeanette Walls
10. Amatissima (Beloved), di Toni Morrison

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