le interviste Rivista — 17 luglio 2013

Quando ci si trova per parecchio tempo immersi in una determinata realtà, quella realtà finisce per essere accettata come l’unica possibile. Non è facile immaginare un mondo diverso da quello, anche e soprattutto se il mondo in questione è il nostro. Ma oltre l’amore, poche altre cose sono infinite, quindi il cambiamento è sempre alle porte e spesso porta con sé delle realtà non solo nuove, ma anche migliori. È così che Francesco, il mercante di miele, rivoluziona uno status quo che il perfido tiranno aveva istituito corrompendo le anime dei sudditi grazie ad una magica poesia. Ed è così che, seppur ambientata nel Medioevo, “La Favola di Francesco che sapeva sognare, di Isabella che lo amò e di alcune altre cose” è una narrazione adatta a qualsiasi epoca. 

Ne parliamo con l’autore Simone Fanni:

senso

– Il titolo del suo libro sembra quello di una favola d’altri tempi. Ci spiega il perché di questa scelta?

Perché questa è una favola d’altri tempi. Infatti la prima volta la scrivo nel 2001 dopo che Lui, quello che ha un figlio che si chiama Pier Lui, vince le elezioni per la seconda volta. Al mio editore propongo la storia che scrivo per la terza volta. È una scelta obbligata, ancora oggi non ho la più pallida idea di dove possano essere finite le due versioni precedenti. Comunque questo libro ha un potere magico, la sua missione è quella di impedire che Lui vinca le elezioni per la quarta volta.

Il titolo? Troppo lungo, difficile da rintracciare in rete e impossibile da memorizzare. Lo so, è un titolo sbagliato e me lo ha fatto notare anche il mio editore, ma Isabella e Francesco sono due personaggi seriali che si rincorrono in tutte le mie storie d’amore. E visto che si sono conosciuti proprio sotto questo titolo, non ho trovato il coraggio di chiamare questo figlioletto “Sei tu la mia pillolina blu”, anche se è la cosa più romantica che si possa dire quando c’è di mezzo l’amore.

– Brevemente, ci illustra il contenuto dell’opera?

C’è un tiranno che ruba i sogni della gente e costringe Isabella a sposare un erede idiota. Come se non bastasse il perfido despota brucia i libri e gli eretici, poi diffonde tra il popolo una poesia magica che puzza di fregatura. Ma quando arriva Francesco, il supereroe capace di sognare, Isabella si innamora di lui e il palco del potere inizia a scricchiolare.

– Quali sono le analogie che una storia ambientata nel Medioevo può avere con la modernità?

Il Medioevo storico della mia favola è quantomeno improbabile, il lettore attento se ne accorge subito. Ma il Medioevo non finisce con la scoperta dell’America, il Medioevo è uno stato della mente. È la superstizione che si mescola con la fede, è la morale di alcuni che diventa la legge di tutti, è l’ignoranza, la negazione di un’altra versione dei fatti e il rifiuto del dubbio. È la paura delle cose diverse da quelle che conosciamo. Il Medioevo è il controllo delle masse, che passa attraverso strumenti come la religione, l’ideologia o l’accesso al consumo. Temo che il Medioevo sia intramontabile, probabilmente l’umanità si estinguerà tra seimila anni, nel Medioevo.

-A chi si rivolge principalmente il suo libro?

Ai comunisti dai 6 ai 66 anni. Grazie per la domanda, mi ha dato la possibilità di scrivere 666.

– In che modo ha abbinato il messaggio del suo libro allo stile della scrittura con cui lo presenta?

È una storia molto facile da leggere, si capisce subito chi sono i buoni e chi è il cattivo. Il lettore deve solo fare il tifo; non voglio che nessuno abbandoni il mio libro magico dopo aver incontrato un aggettivo sconosciuto, un avverbio ignoto o un sostantivo misterioso. Del resto questo libro ha una missione, l’ho già detto, e mandarla in fumo per eccesso di forbitezza sarebbe un errore imperdonabile, degno del Centrosinistra di questo Paese.

– Ci racconta l’aneddoto che si cela dietro l’idea di pubblicare questo romanzo?

Ero convinto che gli italiani, dopo vent’anni, si fossero stancati di Lui, del babbo di Pier Lui, e che alle elezioni di febbraio lo avrebbero cancellato dal panorama politico. Sapevo che dopo di Lui, questa favola sarebbe stata più estinta di un dinosauro, quindi non c’era tempo da perdere, l’avrei dovuta dare alle stampe entro carnevale. Sono arrivato tardi, il libro è uscito a marzo ma grazie al voto di un terzo degli italiani queste pagine sono sempre stabilmente “sul pezzo”, attuali come l’intramontabile Medioevo.

– Può essere considerato un esempio di come “non tutto il male vien per nuocere?”

Credo che il male venga tutto per nuocere, di Hitler e della Santa Inquisizione avremmo potuto farne a meno. Tuttavia la domanda è ottima perché offre uno spunto di riflessione su quanto basti poco per rifiutare il male: come sarebbe andata a finire se davanti al primo delirio razzista del dittatore baffuto i tedeschi avessero risposto con una fragorosa risata? Lo sapete che questa era esattamente la reazione del popolo che Hitler temeva più di ogni altra?

– Cosa direbbe a un giovane scrittore per invogliarlo a pubblicare un libro?

Un libro è una traccia del passaggio sulle polveri di questa terra, è un modo per restare anche quando non ci siamo più. Inoltre crea interesse e curiosità intorno a chi lo ha scritto, quindi permette all’autore di conoscere molte persone e di portane a letto alcune. A me succede ogni tanto, da circa dieci anni, sempre con la stessa signorina.

– Progetti per il futuro?

Scrivere ancora, naturalmente.

Link per l’acquisto: http://www.edizionisensoinverso.it/Catalogo_AcquaFragile_Favola_di_Francesco.htm

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.