News Rivista — 05 dicembre 2013

Ragazzi aprite il quaderno e facciamo il dettato.”

Quanti di voi hanno sentito questa frase nei primi anni scolastici? Quanti vorrebbero che anche i loro figli crescessero cosi?

La tecnologia ci sta trascinando nel suo vortice e il rischio di perdere la cara e vecchia “carta e penna” è sempre più alto. Gli Stati Uniti ci danno un primo campanello d’allarme, infatti è stato abolito l’obbligo d’insegnamento del corsivo a favore della scrittura su tastiera. L’era digitale ci porta a scrivere in ogni momento della nostra vita quotidiana tra chat, sms, social network e quant’altro; ma quanti di noi dedicano del tempo reale solo alla scrittura? Non lo fa nessuno, se non i veri appassionati del mestiere. L’unico periodo della nostra vita dedicato a questo è proprio la scuola, si inizia con i dettati e si finisce a fare il tema nelle due o tre ore d’italiano. In effetti la scrittura manuale non è solo una tradizione ma, soprattutto nell’ambito scolastico, ha una grandissima importanza nell’apprendimento dei bambini. Tutto ciò è stato rilevato da numerosi studi scientifici come quello della neuroscienziata Karin Harman James che, dopo aver esaminato l’attività celebrale di più ragazzi, ha concluso che questi riuscivano a memorizzare più facilmente le parole scritte a mano rispetto a quelle su tastiera. Altro aspetto da non sottovalutare è che i word processor correggono automaticamente gli errori grammaticali, non facendo notare al bambino le proprie lacune. Alcuni studi psicologici sottolineano anche l’importanza della calligrafia, infatti da questa si possono rilevare caratteristiche della personalità di un soggetto. Le nostre parole risultano così un qualcosa di unico e irripetibile e non solo un accostamento di semplici segni alfabetici. In conclusione, indipendentemente dal fatto che studi scientifici supportino l’importanza della scrittura manuale, non lasciamo che l’era del digitale stravolga totalmente certe tradizioni. È giusto che le scuole siano aperte a ciò che è la realtà esterna ma l’uso della carta e della penna, o la bellezza di una lettera al posto di un’ e-mail, è ancora un’importante insegnamento da tramandare alle nostre generazioni future. 

Jennifer Toppi

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