Recensioni Rivista — 13 settembre 2013

 

Commento e recensione di una lettrice di “La nostra panchina sul mare”

panchina

Questo è un libro da leggere in una notte. 170 pagine che scorrono veloci non solo per la semplicità della struttura narrativa, ma anche perché generano curiosità. 

Personalmente continuavo imperterrita nella lettura sperando che il senso di malinconia della protagonista fosse placato e soprattutto volevo sapere come sarebbe stato possibile farlo.

Tutto inizia nella spensieratezza di un viaggio estivo tra amici e nella sicurezza di non voler nessun impedimento emotivo ad ostacolare una vita giusta, prudente e appena iniziata. Ma spesso, sconfiggendo l’oppressione consapevole, il sentimento muove i corpi inerti. E fu così che Silvia, una ragazzina di soli 17 anni dai capelli lunghi, lisci come la seta e neri come la notte, incontrò gli occhi verdi di Riccardo, nascosti tra le ciocche nere. Silvia però subirà gelosie e pressioni che la convinceranno di non essere la donna che può appagare completamente il sentimento di Riccardo. Un amore grande, troppo grande per poterlo stringere a sé e bloccarlo tra le braccia.

La struttura narrativa del romanzo prevede un alternarsi tra presente e passato. L’autrice con una scrittura consapevole analizza i comportamenti dei protagonisti, riuscendo così a dare un significato alle azioni spesso incoscienti, naturali e impulsive di due giovani cuori in preda all’amore e alla distanza, che solo in estate si annulla e trova pace ad Alba Adriatica. In alcuni capitoli avrei preferito più dinamicità, invece la profonda attenzione alle sensazioni genera, a volte, dei buchi narrativi. Sembra che la scrittura corra proprio in soccorso alla comprensione degli accadimenti. 

L’ho letto in una notte. Forse perché sono romantica.

Domande della lettrice all’autrice di “La nostra panchina sul mare”:

1- Quanto c’è di vero in questa storia?

Le storie, anche se non raccontano direttamente di noi, riflettono sempre un fondo di verità. Questo romanzo è nato parlando con le mie amiche, ascoltando le loro esperienze, osservando i comportamenti. 

Chi di noi non ha vissuto una storia simile a quella di Silvia? Chi, a 17 anni, non si è sentita insicura e mai all’altezza di un ragazzo? 

Le paure ci portano a sbagliare e a non rischiare, ma sono gli errori del passato a trasformarci nelle donne che siamo e a raggiungere la consapevolezza di noi stesse. Quindi questo è un romanzo di formazione, un viaggio alla ricerca di se stessi.

2- Il sentimento, nel suo libro, sembra essere una cosa spontanea, ma estremamente complicata, perché ha scelto di raccontare una storia d’amore?

L’amore è un sentimento estremamente complicato e non è facile raccontarlo. Sì, nel mio romanzo parlo di una storia d’amore ma l’obbiettivo è raccontare il doloroso percorso di crescita di una giovane donna. Crescita che avviene anche attraverso un amore adolescenziale. E credo che questo sia forse l’amore più dolente che ci troviamo ad affrontare perché ci sentiamo fragili, impotenti di fronte a qualcosa che ci coglie all’improvviso e non abbiamo mai sperimentato. Non ci sentiamo in grado di gestirlo. Silvia, in qualche modo ci rappresenta e, attraverso la sua storia, è un po’ come se rivedessimo noi stessi.

3- Scriverà ancora di Silvia e Riccardo?

Per il momento non ho in programma di scrivere ancora di loro. Se avrò un riscontro dai lettori potrei anche pensarci.

Link per l’acquisto: http://www.ibs.it/code/9788862061049/pultrone-susanna/nostra-panchina-sul.html

 

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.