Approfondimenti Rivista — 17 luglio 2013

Quando si parla di cultura, soprattutto dal punto di vista antropologico e immateriale del termine, è sempre utile fare riferimento a chi ha veramente fornito una chiave per il propagarsi di modelli, idee, azioni, simboli. Sono sufficienti poche parole ma profonde, quelle famosissime di William Blake nella sua opera Auguries of Innocence: “Guardare il mondo in un granello di sabbia/ E il paradiso in un fiore di campo/ Tenere l’infinito nel palmo della tua mano/ E l’eternità in un’ora”. Come il bambino tramite la sua innocenza comprende la complessità della creazione della natura toccando con mano le sue componenti più piccole, la cultura è qualcosa di altrettanto infinito, eterno e semplice. Ha un prezzo personale di passione e fatica, ma non è una merce che può essere venduta con un’etichetta o ‘distrutta’ come sta succedendo fin troppo volentieri nella società moderna: la crisi economica, la mancanza di mezzi che si riflette nell’istruzione, lo strapotere della tv spazzatura che inevitabilmente come si sa sottrae tempo alla lettura, alla scrittura, allo studio personale.

Il grande Ivano Fossati, però, cantava: “Non può morire un’idea…”. No, assolutamente no. Può propagarsi, svilupparsi, prendere nel senso figurativo le persone. Ogni era si è basata su una tecnologia diversa, quella di oggi ovviamente su Internet. Allora quale miglior sistema che sviluppare la cultura proprio sulla rete? Perché la cultura, ed è qui che viene il bello, non è di ciascuno ma di tutti. Per vivere deve essere per forza tramandata e condivisa con qualcuno: secondo la prima definizione del termine dal punto di vista sociale proposta dall’antropologo Tylor la cultura aveva confini riconoscibili. Ora non più: grazie ai numerosissimi siti Editoriali, tra cui questo, che permettono la socializzazione della conoscenza, l’espandersi e la condivisione dell’ingegno e delle fantasia. Un mondo a parte, un’Arcadia isolata dalla realtà esterna, la cui anima e cuore pulsante sono la letteratura: scrivere di qualsiasi cosa, da articoli d’attualità a recensioni fino a inchieste, è la base della trasmissione della cultura. Fornire un input, una provocazione che tramite Internet può essere raccolta da migliaia di persone contemporaneamente per poi essere elaborata, discussa, migliorata, può arricchire il bagaglio personale. Si può essere d’accordo o meno, ma intanto viene mantenuta viva. Citando Leonardo da Vinci: ”E’ l’inuguaglianza la causa di tutti i movimenti”. Questo è il diktat di ogni sito Editoriale di rispetto, dare alla possibilità a chiunque di esprimere i propri pensieri e sentimenti anche semplici, che come afferma Blake sono espressione di qualcosa di infinito. Per evitare che la cultura venga messa da parte.

Le espressioni, però, devono essere accurate e con una base solida, come un teorema matematico. William Shakespeare nel Macbeth scriveva così: “Se puoi, guarda nei semi del tempo e dì quale germinerà e quale no, poi parla con me”. Non tutte le idee, alias semi, avranno un seguito ma tutti hanno il dovere di provare a scrivere e sviluppare le idee sulla rete: perché la cultura è il bene più prezioso che possediamo. 


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