Approfondimenti Rivista — 09 agosto 2013

L’editoria sta vivendo un periodo di profondi mutamenti dovuti all’avvento del digitale. Soprattutto nel mondo dei quotidiani dove, da alcuni anni a questa parte, il numero di copie cartacee vendute è diminuito drasticamente.

Uno dei giornali più famosi e importanti al mondo, il New York Times, sembra però aver trovato il rimedio: pareggiare le perdite con gli abbonamenti online.

A trovare la cura è stata Jill Ambramson, la prima donna a diventare direttrice in 160 anni di storia della “Vecchia Signora in Giallo”.

La New York Times Company, casa editrice del quotidiano, nonostante il calo del fatturato dello 0,9%, ha prodotto un utile di 20,1 milioni di dollari. Oltre al bilancio in rialzo, anche i ricavi generali sono aumentati, toccando il 5,1%, l’anno precedente, al contrario, aveva registrato una perdita di 87,6 milioni.

Il problema del giornale rimangono le entrate pubblicitarie che sono in calo del 5,8%.

Al contrario, solo a giugno gli abbonamenti sono cresciuti del 40%.

Mark Thompson, amministratore delegato del New York Times, ha commentato così l’avvenimento: “I risultati riflettono la continua evoluzione delle iniziative digitali, l’attenzione alla gestione dei costi”.

Durante la settimana il New York Times è il secondo quotidiano Americano per diffusione, dopo il Wall Street Journal, seguito da USA Today. Analizzando i dati di vendita e circolazione dei quotidiani americani, emerge come la strategia digitale del NYT sia vincente.

La circolazione dei newspapers negli Stati Uniti negli ultimi sei mesi è calata, così come è avvenuto nello stesso periodo dell’anno precedente, questa volta però la tendenza, grazie al digitale, si è decisamente invertita.

Per quel che riguarda l’edizione della Domenica, il New York Times con una circolazione di 2,322,429 copie cartacee e digitali è il quotidiano più diffuso.

Nonostante da marzo 2011 il New York Times abbia deciso di mettere a pagamento la versione digitale, dopo un iniziale default che ha determinato un calo del 90% dei lettori, negli ultimi due anni la tendenza si è invertita portando all’attuale incremento delle vendite.

Questo risultato ha spinto altri editori a intraprendere la medesima strada.

Di recente anche Rupert Murdoch ha deciso di rendere a pagamento l’edizione online del The Sun al costo di 2 sterline a settimana.

A onor del vero, in passato, non sempre puntare sul digitale aveva prodotto i risultati sperati. È il caso di The Daily, quotidiano per ipad lanciato una paio di anni fa in pompa magna dallo stesso Murdoch e chiuso a causa dei risultati sotto le aspettative.

Ora però il vento sembra cambiato, tanto che anche in Europa gli editori si sono accorti dell’imprescindibilità di una precisa strategia digitale.

Anche l’editore tedesco Springer ha deciso di cedere due quotidiani cartacei e sette magazine per 920 milioni di euro per concentrarsi sull’edizione digitale dei suoi giornali.

Il mondo dell’editoria sta cambiando e il New York Times sembra aver trovato la soluzione per resistere a questa ondata negativa.

 

Francesca Macchiarini


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