News Rivista — 17 febbraio 2013

È ormai noto che la crisi sta colpendo in modo duro e incisivo la cultura, vediamo stimate aziende fallire e ci preoccupiamo per il destino di quelle più piccole. Sembrano essersi infatti rammaricati molti proprietari di librerie indipendenti: la gente preferisce guardare e consultare il libro per poi comprarlo sul web in formato ebook o cartaceo ma comunque a prezzi più bassi. Si scatenano così le polemiche dei proprietari delle aziende che tentano di trovare una soluzione al calo delle vendite con strategie diverse. L’ultima, criticabile idea arriva dalla dichiarazione di Victoria Barsnley ospite alla radio della BBC. L’amministratore delegato dell’Harper Collins ha infatti presentato come soluzione al problema il pagamento da parte dei clienti di un ticket che permette di consultare i libri. I dati raccolti dalla Barsnley, secondo cui in Inghilterra solo il 35% dei testi sono comprati in negozio l’hanno condotta a questa tesi che sembra però non convincere i proprietari delle librerie indipendenti. Mark Laframboise (proprietario di una libreria americana) ha individuato la soluzione in un maggiore supporto da parte delle case editrici che dovrebbero proporre prezzi più competenti e in grado di tenere testa al web. Se a causa della crisi sarà difficile promuovere la lettura e diffonderla, dare un prezzo persino alla consultazione dei libri di certo non avvicinerà gli italiani alle spese per la cultura.

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