Approfondimenti Rivista — 10 luglio 2013

Si potrebbe essere proprio il nostro immenso e straordinario patrimonio culturale la risorsa determinante per rilanciare il bel paese e condurlo fuori da una crisi che lo sta dilaniando.

E’ quanto emerge dai dati raccolti dalla ricerca 2013 “Io sono cultura-l’Italia della bellezza e della qualità sfida la crisi” di Fondazione Symbola e Unioncamere,che valuta il peso della cultura all’interno dell’economia nazionale.

Stando a questi calcoli emerge che la cultura italiana frutta il 5,4% dell’intera ricchezza prodotta,equivalente a circa 76 miliardi di euro e dà lavoro a 1.400.000 persone cioè il 5,6% del totale degli occupati in italia.

Numeri significativi se si pensa al panorama generale di crisi e disoccupazione che investe il nostro paese. Possiamo dire che la cultura italiana contribuisce,in larga misura, al PIL nazionale.

Sempre dal rapporto di Symbola e Unioncamere si evidenzia che la provincia italiana a produrre più ricchezza sul proprio territorio,grazie alla cultura,sia Arezzo,seguita da Pesaro-Urbino,Milano,Roma,Verona e Pisa.

Ermete Realacci,presidente di Symbola e Ferruccio Dardanello,presidente di Unioncamere hanno affermato” per risanare l’economia serve un’idea di futuro. La cultura è l’infrastruttura fondamentale di questa sfida ed è fondamentale riconoscerne la valenza strategica,assieme alla creatività,per una nuova politica d’innovazione,qualità,benessere e sostenibilità.”

Parole che mi trovano pienamente d’accordo perchè ritengo che la via italiana per combattere la crisi sia proprio questa,valorizzare ciò che di più bello il nostro paese possieda.

Ritengo che da non sottovalutare sia la capacità attrattiva del turismo. L’italia possiede opere d’arte,patrimoni culturali,riserve naturali unici e, se si valorizzassero come dovrebbero e si sfruttasse al meglio il settore turistico, si aprirebbero potenzialità anche in termini occipazionali.

Penso si sia sempre sottovalutata la cultura come possibile antidoto alla crisi, in quanto i più affermano che la “cultura non dà da mangiare”. Ma questi dati li smentiscono e mi sento di dissentire anch’io.

La cultura è uno dei motori primari della nostra crescita e dobbiamo difenderla,tornando a valorizzarla.

Zingaretti afferma ” investire nella cultura è l’unica strada per costruire una società migliore”

E allora io dico proviamo a credere in questo paese che,sicuramente avrà tanti difetti, ma non dobbiamo dimenticare anche i pregi. Spesso siamo talmente presi dal vedere la cose negative che non ci accorgiamo delle meraviglie che abbiamo sotto gli occhi e che ci invidia tutto il mondo.

Torniamo ad essere orgogliosi di ciò che siamo.

Susanna Pultrone


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