News Rivista — 13 agosto 2013

Dopo aver parlato della “questione romana” della gestione di Via dei Fori Imperiali, vale la pena porre l’accento su un altro monumento “simbolo” dell’Italia nel mondo: la Torre di Pisa.

Il campanile di Piazza del Miracoli, celebre per la sua innaturale pendenza, si sta raddrizzando.

Fra il 2001 e il 2013 ha recuperato circa 2,5 centimetri di strapiombo. È quanto emerge dal rapporto annuale del Gruppo di sorveglianza della Torre di Pisa, creato proprio nel 2001 dopo la riapertura del monumento.

Negli ultimi decenni del XX secolo l’inclinazione aveva subito un deciso incremento, tanto che il pericolo del crollo si era fatto concreto. Nel 1993 lo spostamento dalla sommità dell’asse alla base era stato valutato in circa 4,47 metri, ovvero circa 4,5 gradi.

Durante i lavori di consolidamento, iniziati nel 1990 e terminati alla fine del 2001, la pendenza del campanile è stata ridotta tramite cerchiatura di alcuni piani, applicazione temporanea di tiranti di acciaio e contrappesi di piombo (fino a 900 tonnellate) e sottoescavazione, riportandola a quella che presumibilmente doveva avere 200 anni prima. La base è stata inoltre consolidata e secondo gli esperti questo consentirà di mantenere in sicurezza la torre per almeno altri tre secoli, permettendo così l’accesso ai visitatori.

Dal marzo 2008 la torre ha raggiunto il livello definitivo di consolidamento sotto il profilo dell’inclinazione, tornato a essere di 3,97°, con uno spostamento alla cima del campanile di quasi mezzo metro e tale valore dovrebbe rimanere inalterato per almeno altri 300 anni.

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