Curiosità dal web Rivista — 21 novembre 2013

Smanettano col cellulare di ultima generazione, l’iPad, la consolle Nintendo ma osservano con sopresa i libri della biblioteca, un posto che finora sull’isola non c’era. Sono i bambini di Lampedusa, che hanno potuto gustare in questi giorni i primi volumi della nuova ‘biblioteca per bambini e ragazzi’ destinata sia agli italiani che ai bimbi stranieri che arrivano dal mare. Un ponte culturale, fatto anche con i ‘silent book’, i libri silenziosi: volumi che contengono soltanto illustrazioni, senza parole, per permettere a ogni bambino del mondo di leggerli. Sono già oltre 500 i volumi raccolti. I primi 250 attraverso la rete di Ibby (International Board on Books for Young People), con base a Bologna e Basilea, in Svizzera, che si occupa di sostenere realtà legate al mondo del libro per ragazzi: bibliotecari, librai, editori, ricercatori, insegnanti, associazioni e istituzioni di promozione della lettura. Altri 300 sono stati messi a disposizione dal progetto ‘Le biblioteche di Antonio’ della casa editrice Sinnos, che raccoglie volumi da donare alle biblioteche che ne hanno bisogno.

E’ la Ibby l’anima del progetto della nuova biblioteca. Ma vi prendono parte anche volontari di Libera, Legambiente, Amnesty International, Arci e Terre des Hommes. Sono una quarantina in tutto e sono arrivati sull’isola per una settimana di lavoro, proprio in occasione della Giornata internazionale dei diritti del fanciullo che cade oggi. E’ la seconda volta, una prima iniziativa analoga era scattata a giugno. La struttura c’è: i locali sono messi a disposizione dal Comune nella centralissima via Roma. E’ un vecchio fabbricato, spiega il sindaco Giusi Nicolini, e c’è qualche lavoro da fare: dare l’intonaco, mettere a norma i bagni per i disabili, sistemare gli arredi, che saranno realizzati anche col legno dei barconi.

“Abbiamo avuto donazioni dalla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana – dice – e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (istituito nel 2011 per promuovere l’attuazione delle misure previste dalla convenzione di New York e da altri strumenti internazionali finalizzati alla promozione e alla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ndr). I ragazzi stanno facendo un lavoro spettacolare, ci sono persone da ogni parte d’Italia. C’è un mondo che si sta muovendo. Quando sarà pronta? Prima iniziamo i lavori e poi vediamo di darci una scadenza seria”.

“Puntiamo a iniziare i lavori prima di fine anno e a inaugurarla a giugno”, spiega Deborah Soria, responsabile del progetto per Ibby. “L’idea iniziale – racconta – era inaugurarla già questa settimana ma bisogna fare i lavori. Una volta terminata la ristrutturazione dobbiamo metterci i mobili, il computer, il proiettore e sistemare i libri. Vogliamo fare una biblioteca di standard europei, in modo che arrivi a Lampedusa la normalità, che i bambini qui possano avere quello che hanno i loro coetanei di Roma, Milano o Torino”.

“Stiamo insegnando a questi bambini – continua – cos’è una bibilioteca. Qui c’è una scuola con un migliaio di studenti: comprende materna, elementare, media e liceo”. I volontari stanno organizzando iniziative, come letture in piazza e passeggiate per annunciare il progetto. “I ragazzi del liceo – racconta – cantano ‘si vede, si sente, la biblioteca è presente’. La vivono intensamente, si offrono di aiutarci a gestirla. Sono preoccupati dal fatto che tra pochi giorni andremo via”. L’ipotesi è quella di una gestione di tre anni della biblioteca da parte delle associazioni, che poi la passerebbero al Comune e al territorio.

Fonte: LaPresse


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