News Rivista — 03 febbraio 2013

“Ripartire dalla cultura” è il nome che l’AIB (associazione italiana biblioteche) ha dato al suo progetto. C’è timore per il futuro della cultura, per l’importanza che le sarà data nel prossimo governo. Si teme che il suo ruolo nella società italiana sarà sempre più marginale proprio a causa della scarsa considerazione della cultura da parte di chi governa.L’associazione ha quindi deciso di diffondere un documento in cui con l’aiuto di altri enti competenti in materia esprime tutta l’indignazione per un’Italia che cambia lasciandosi indietro uno degli elementi fondamentali per la formazione del cittadino e del paese stesso.”L’Italia da anni non ha una strategia di sviluppo e una politica per la cultura: il nostro paese ha rinunciato a progettare il futuro e il disinteresse dei governi degli ultimi anni ha solo mortificato il valore pubblico della cultura”.

L’obiettivo da raggiungere sono le 100.000 firme, un numero che basterebbe a dare l’impressione che altrettante persone stanno urlando per una buona causa. Qualsiasi schieramento politico avrà la meglio nelle prossime elezioni è essenziale che chi si trovi a guidare un paese in difficoltà sappia riavviare l’Italia ricordando ad ogni decisione che il sapere rende consapevoli prima gli uomini poi lo Stato stesso.

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.