Curiosità dal web Rivista — 29 luglio 2013

In tempi come questi si conosce il prezzo di tutto, ma il valore di nulla. Spesso, non si conosce il valore nemmeno delle cose che buttiamo, o che, comunque, consideriamo spazzatura.

Tuttavia, esiste ancora qualcuno in grado di inventare idee stravaganti, passionali, simboliche. Sono i ‘Libri finti clandestini’, ideati da un omonimo collettivo di artisti che “vendono alla gente la sua stessa spazzatura”, come loro stessi spiegano, rielaborandola con creatività. Nascono dai sacchetti delle panetterie e dalle buste postali, ma anche dalle confezioni degli abiti usate nelle boutique più eleganti e dalla carta da imballaggio. L’idea è venuta al 25enne stampatore milanese El Pacino, ad Aniv Delarev, 33enne scrittore e rilegatore zapatista, e a Yghor Kowalvsky, 28enne siberiano, scrittore e illustratore. I tre raccolgono carta dalle fonti più disparate (scarti di tipografie, prove di stampa e carte di avviamento, sacchetti della spesa, poster e così via) per poi assemblarla e rilegarla a mano secondo un metodo non professionale, a costo e impatto ambientale zero. Così realizzano sketchbook e taccuini, diari di viaggio e ‘libri oggetto’.

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