Approfondimenti Rivista — 04 dicembre 2013

Avete intenzione di regalare un libro perchè “non avete altre idee”? Trovatene un’altra. Regalare un libro non è semplice: se non fatto con la dovuta attenzione, tanto vale ripiegare (su)i calzini. Ecco quindi dieci buone regole che andrebbero tenute presente:

1-     Non si regala un libro senza dedica: è la regola numero uno, e mica a caso. Non deve essere un poema in endecasillabi ma neppure una firma da anagrafica. Bastano due righe. Mandereste una cartolina non scritta?

2-     C’è differenza tra vintage e vecchio: va bene che le pagine ingiallite hanno il loro fascino e che ai mercatini dell’usato si possono trovare buone occasioni, ma le pagine macchiate di caffè, appese a un filo o mancanti sono eccessive. Un conto sono delle “converse bucate del cuore”, un altro degli stivali da cui esce l’alluce.

3-     I libri illustrati degli anni ’90 sono brutti: libri di cucina con patate arancioni fosforescenti, libri di fotografia con ritratti di donne cotonate, libri di astronomia con la terra al centro del sistema solare… ci siamo capiti.

4-     Non si regala un classico: è vero che i classici non passano mai di moda, ma a meno che non ci sia una storia dietro (vedi il punto 10) regalare certi tomi dall’odore scolastico rischia di sottovalutare l’altro, oltre che di risolversi in un doppione.

5-     Meglio regalare ciò che si conosce: scegliere un libro anche in base alla copertina non è sbagliato; ma se quello è tutto ciò che se ne sappiamo le cose possono farsi imbarazzanti. Regalare a vostra madre Justine di De Sade credendo che si tratti di “letteratura da donne”, ad esempio…

6-     Informarsi su ciò che l’altro legge: sarebbe tutto molto più semplice. Una domanda vaga tipo “Cos’hai letto ultimamente” per tastare il terreno, ad esempio, potrebbe essere una buona idea. Che il vostro amico studi tedesco non è una ragione sufficiente per regalargli la Fenomenologia di Hegel.

7-     I libri hanno un prezzo: meglio coprirlo.

8-     Ci vuole confidenza: è come regalare un completino d’intimo, si deve conoscere la taglia e il gusto dell’altro. Altrimenti sbaglierete, perchè i libri sono tanti e la psiche umana è complessa. Un ombrello invece è sempre un ombrello.

9-     Anche l’occhio vuole la sua parte: la copertina non fa il contenuto, ma c’è differenza tra un maglione blu ed uno a fantasia di mucca. Non prendiamoci in giro.

10-  Deve esserci un perchè: questo riassume un po’ tutto. “Ti ho comprato questo libro perchè…”? Perchè te lo voglio consigliare, lo volevi, ne abbiamo parlato ieri, era in supersconto… qualsiasi cosa, purchè non sia “Non avevo altre idee e un libro va bene sempre per tutti”. Non è vero!

Chiara Piotto

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