News Rivista — 03 dicembre 2013

L’editoria è un mondo in eterno divenire. Non sono solo le tecnologie a cambiare le esperienze di lettura e fruizione, nonché creazione stessa, dei contenuti, ma, gioco-forza, sono anche le figure professionali che si evolvono. Spesso vengono richieste competenze e conoscenze che fino a qualche tempo fa nessuno pensava potessero servire a un professionista del settore. Con due workshop organizzati a Roma e a Milano nell’ambito del programma di incontri che precede l’inizio di Più libri Più liberi dall’Associazione italiana editori, sono state esposte alcune delle caratteristiche delle nuove figure professionali che animano e animeranno l’editoria nel prossimo futuro.

Un misto, volendo trovare i tratti comuni, di lungimiranza, intraprendenza e necessità di distinguersi in un settore ingolfato. Il tutto basato su studi umanistici e sulla consapevolezza di doversi destreggiare fra ruoli più tradizionali che, a differenza delle figure in esame, godono di una definizione precisa.
Digital content curator: l’esempio fatto è quello di Maria Popova, che su BrainPickings fa una selezione (online) di contenuti tematici e attraverso la costola literaryjukebox abbina citazioni letterarie a delle canzoni. L’obiettivo, raggiunto, è la circolazione perpetua dei contenuti. Popova, nello specifico, si affida alla generosità dei lettori. La crescita di una domanda di questo genere dipenderà ovviamente dall’interesse delle case editrici di dotarsi di una figura così specifica.

Readers community manager: questo aspetto è fortemente collegato al precedente. La circolazione perpetua del contenuto crea una comunità di lettori affamati di informazioni aggiuntive e di interazione. Il community manager si inserisce in questo contesto e lo stimola. Conti ha citato Patrick Brown del portale di raccomandazioni e consigli sui libri Good Reads.

Self publishing consultant: il fenomeno della pubblicazione autonoma è in costante crescita sulle ali dei successi ottenuti dai testi diffusi tramite Amazon. Potrebbe quindi farsi spazio una figura che aiuti i nuovi autori a gestire lo strumento a disposizione.

Promozione e marketing: Conti cita la classica professione riadattandola alle necessità digitali degli editori tradizionali. L’attività di marketing deve quindi adattarsi a usi, costumi e tono di voce della Rete. Online esiste l’audience perfetta per un libro o per una collana e il professionista deve essere in grado di individuarla e di andarla a stimolare.

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