Approfondimenti Rivista — 07 giugno 2013

Definire Simplicissimus book farm può risultare quanto mai difficile: distributore di ebook, libreria digitale, sito di self publishing, web agency, l’azienda diretta da Antonio Tombolini e fondata nel 2006 è leader nel mercato nella distribuzione di ebook in Italia.

Con 30 collaboratori, due filiali in Polonia e Turchia e 610 editori che usufruiscono della sua piattaforma per distribuire ebook, l’azienda marchigiana (con sede a Loreto, Milano e Catania) sta incrementando giorno dopo giorno il suo giro di affari in un settore, il digitale, che nonostante la crisi economica continua a crescere anno dopo anno.

Per fare un punto sulla situazione del mercato dei libri digitali in Italia e per meglio illustrare agli editori i servizi offerti, è stato organizzato a Roma un convegno nella suggestiva location del centro congressi di Eataly.

Sono emerse cifre, considerazioni e aspetti molto interessanti per capire la reale entità e impatto dell’editoria digitale nel nostro paese grazie ai focus dello staff di Simplicissimus e a un interessante intervento di Raffaello Avanzini patron di Newton & Compton che, secondo i suoi dati, è il primo editore in Italia per vendite di ebook.

Una prima considerazione emersa è legata al prezzo degli ebook che, a discapito dell’aumento del costo della vita, è visibilmente calato dal 2011 ad oggi passando da una media di 4,73 euro ai 3,96 del 2012 fino ai 3,16 euro del 2013.

Allo stesso tempo le vendite medie di un ebook in un anno sono aumentate dalle 24 del 2012 alle 54 del 2013. In particolare, oggi il mercato dell’ebook vale 12 milioni a fronte di 1 miliardo e 235 milioni dei libri di carta (settore trade).

Avanzini nel suo intervento ha sottolineato come “la carta per alcuni tipi di libri è destinata a ridimensionarsi. Bisogna capire quali sono i libri che vanno pubblicati in digitale”.

L’obiettivo di ogni editore dovrebbe essere quello di creare una comunità di lettori in rete basata sulla reputazione e puntare sul cosiddetto effetto della “coda lunga”. Si tratta della strategia di digitalizzare l’intero catalogo e puntare sulle vendite di più titoli invece che limitarsi alla realizzazione di pochi ebook. Alla lunga mettere sul mercato tutti i propri titoli ripaga, è necessario puntare su un catalogo eterogeneo.

Un altro settore su cui si gioca il futuro dell’editoria è il self publishing (autopubblicazione) sia su carta che, soprattutto, sul digitale. Nasce in questa ottima “Narcisissimus” un sito che permette a uno scrittore di pubblicare autonomamente il proprio ebook e metterlo in vendita. Ad oggi hanno usufruito del servizio 800 autori e sono stati pubblicati 1700 titoli. In quest’ottica nasce “Back typo” un servizio che permette gratuitamente in automatico di impaginare e realizzare ebook in formato epub. Un servizio rivoluzionario destinato ancora una volta a sconvolgere la filiera editoriale rendendo superfluo il lavoro di grafici e impaginatori.

Si va sempre più in direzione di un’editoria dove il ruolo dell’editore passa in secondo piano o, addirittura, scompare. Proprio per scongiurare questo rischio gli editori devono essere in grado di reinventare la propria professioni rendendola al passo con i tempi. L’editoria come era concepita fino a qualche anno fa è destinata a scomparire. Il libro oggi è in un tutto e per tutto un prodotto e come tale è necessario pensare una serie di servizi ad esso correlati che ne favoriscano la diffusione e la vendita. La figura dell’editore anche in futuro non solo sarà necessaria ma fondamentale per dare un ordine al mare di pubblicazioni della rete, per identificare dietro un marchio una selezione di libri ed ebook di qualità.

 

Francesco Giubilei

@francescogiub

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