Approfondimenti Rivista — 29 aprile 2013

Bambini e ragazzi leggono più degli adulti: è un dato di fatto. I numeri delle vendite lo dimostrano incessantemente e, nonostante la crisi generale del mercato editoriale, i generi dedicati al segmento 0-13 anni sembrano non conoscere arresto: basti pensare che lo scorso anno, l’editoria per ragazzi ha rappresentano il 7,8% dell’intera produzione editoriale italiana (dati Nielsen).

La lettura in età infantile e pre-adolescenziale rappresenta, insomma, una grande risorsa per l’editoria del nostro Paese: ed è per questo che, al di là dei successi quantitativi in termini di vendite, l’industria dei libri per ragazzi si sta ponendo obbiettivi altamente innovativi e competitivi, mirando, prima di tutto, alle nuove frontiere del digitale. Del resto, il mercato editoriale dei libri elettronici trova terreno fertile nelle nuove generazioni di bambini e ragazzi, figli dell’era tecnologica nella quale muovono quotidianamente i loro passi: è evidente, infatti che le nuove generazioni hanno una notevole dimestichezza nell’interazione con i nuovi dispositivi proposti dalla moderna editoria rispetto al resto della popolazione. Il 53,1% di coloro che hanno tra i 6 e i 10 anni, infatti, utilizza il pc (il 32,8% con cadenza settimanale) e il 76,3% nella stessa fascia d’età dichiara di accedere a Internet (dati Istat).

Oltre al frequente utilizzo di strumenti di lettura elettronica come gli e-book, la rivoluzione tecnologica dell’editoria propone a questi piccoli nativi digitali innumerevoli possibilità: contenuti multimediali, enhanced books., libri interattivi, applicazioni. A questo proposito, ad esempio,è stato istituito il Bologna Ragazzi Digital Award 2013, il premio internazionale giunto quest’anno alla seconda edizione promosso da Bologna Fiere in collaborazione con la rivista statunitense Children’s Technology Reviewal che ha lo scopo di stimolare le produzioni eccellenti ed innovative nell’ambito delle applicazioni derivate da libri e indirizzate a bambini e ragazzi dai 2 ai 15 anni. Le nuove forme della cultura digitale, del resto, si addicono perfettamente al target del segmento editoriale bambini e ragazzi: interfacce stimolanti ed interattive, incrementano, infatti, l’attenzione del bambino e il suo coinvolgimento nell’approccio alla lettura.

Tuttavia, di contro all’entusiasmo delle giovani generazioni nei confronti della nuova cultura digitale, si pone l’opinione dei genitori: ed è qui che nasce un vero e proprio gap generazionale. Solo il 30,3% dei genitori italiani, infatti, utilizza e-book con i propri bambini (nel caso di bibliotecari la percentuale scende al 25,7%), mentre quasi il 70% preferisce leggere loro libri cartacei. Da quanto è emerso da un sondaggio online lanciato, nel mese di gennaio, da Filastrocche.it, Happi ideas, Mamamò e Nati per Leggere, in collaborazione con AIB (Associazione Italiana Biblioteche), MLOL (MediaLibraryOnLine) e FattoreMamma, il 62,7% dei genitori dichiara di non utilizzare e-book o dispositivi simili semplicemente perché preferisce libri in formato cartaceo. Tra le ragioni di questa scelta, spiccano il timore di perdere la “magia” del libro di carta, e la minaccia associata al digitale di disincentivare la creatività, l’attenzione e l’autonomia nella lettura. Alcuni soggetti hanno poi dichiarato di non sapere nemmeno dell’esistenza di libri per ragazzi in formato digitale.

Evitando, come sempre, di fare “di tutta l’erba un fascio” (non dimentichiamo che c’è sempre un 40% di genitori che interagisce spontaneamente con i libri elettronici), resta evidente il divario tra genitori nostalgici e ragazzi figli dell’attuale era tecnologica. Ancora una volta, inoltre, emerge un forte contrasto tra i due mezzi del cartaceo e del digitale: questi, infatti, sono considerati alla stregua di prepotenti antagonisti l’uno dell’altro quando,invece, dovrebbero interagire nell’ottica della più ampia dimensione della cultura. Occorre, come si è ribadito più volte, mediare tra i due supporti, riconoscendone i rispettivi limiti e potenzialità. Al momento, però, questa fusione sembra non essere ancora avvenuta: staremo a vedere quale sarà il punto di incontro tra la generazione adulta del cartaceo e la neo-stirpe del digitale.

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