Curiosità dal web Rivista — 07 gennaio 2014

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non ha desiderato realizzare un personale giro del mondo, visitare tutti quei luoghi esotici che spesso s’incontrano in un documentario in televisione. Insomma, il tipo di avventure che a malincuore siamo costretti a relegare in fondo ai sogni nel cassetto.

La giovane scrittrice inglese Ann Morgan ha realizzato questo sogno, ma in un modo molto particolare: ha deciso di leggere, in un anno, un libro proveniente da ognuno dei Paesi del globo. Esattamente, 196 letture, realizzate in ogni angolo del nostro pianeta. Un’idea affascinante e suggestiva, ma allo stesso tempo di una difficoltà quasi pari a quella di intraprendere un vero giro del mondo. Rendendosi conto di aver affrontato finora letture prevalentemente di autori britannici e americani, la Morgan ha dovuto decidere quali riconoscere come Stati in modo da inserirli tra i prescelti, con tutte le implicazioni politiche del caso: ha così deciso di seguire la lista ufficiale dell’Onu, a cui ha aggiunto Taiwan, la Palestina e il Kurdistan. In seconda battuta si è ritrovata a combattere, neanche li stesse percorrendo a piedi, con le barriere linguistiche, incontrando enormi problemi nel reperire alcuni testi tradotti in lingua inglese: così alcuni autori molto disponibili le hanno inviato traduzioni non ancora pubblicate, un’autrice del Sud Sudan, lo stato più giovane del mondo, ha scritto un’opera appositamente per entrare a far parte di questo viaggio incredibile e un gruppo di persone si è proposto per tradurre in lingua inglese uno scritto di Olinda Beja, scrittrice del piccolo arcipelago africano di São Tomé e Príncipe. Come se tutto ciò non bastasse, Ann si è dovuta confrontare anche con popoli che hanno un’idea di letteratura ben diversa dalla nostra: incontrare testi scritti in paesi come le Isole Marshall in Oceania o il Niger in Africa può risultare difficile, o comunque riduttivo, in culture che fanno della tradizione orale il loro modus operandi, ove bardi e poeti ancora oggi sopravvivono raccontando storie che si tramandano da generazioni e che si allenano a recitare fin da bambini.

Uno sforzo che ha però pienamente ripagato la scrittrice inglese, come si evince dal seguito che il suo blog, aperto per l’occasione, ha avuto. Riempito di recensioni e suggerimenti da parte degli utenti, è diventato il testimone di un viaggio unico nel suo genere. Non poteva non ospitare così la particolarissima classifica dell’autrice, che rispecchia il carattere esotico dell’avventura: al primo posto tra le preferenze della Morgan troviamo un romanzo dello scrittore mongolo Galsan Tschinag, tradotto in italiano con il titolo “Il cielo azzurro” (editore AER), che racconta la storia di un giovane pastore sulle montagne dell’Altai, in Mongolia; per il nostro Paese, il libro prescelto è stato “Gomorra” di Roberto Saviano.

Inutile dire che molti occhi si sono concentrati sull’autrice anglosassone, così è già in progetto un’opera che racconterà tutto questo, e molte case editrici hanno già richiesto il suo aiuto di consulente. Sicuramente però la soddisfazione più grande le verrà da quella visione del mondo e da quell’apertura mentale che solo un libro sa dare, figuriamoci uno per ogni pezzettino di Terra.

Luca Loghi

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