Curiosità dal web Rivista — 08 settembre 2013

Quello apparso oggi nella quarta di copertina de La lettura del Corriere della Sera, sembra essere un manualetto di “dritte” da seguire per essere un buon lettore, ma soprattutto, un lettore tradizionalista, attento, pragmatico, informato, diligente. La libreria indipendente Arion ha voluto puntare su questi ingredienti per rendere più chiaro il cammino del lettore moderno:

Il buon lettore si informa, è curioso, combatte per conquistare anche pochi minuti al giorno da dedicare alla lettura. Non è facile, ma ci prova.

Niente scuse, quindi. Tra studio, lavoro, famiglia, impegni vari, vita sociale, la lettura è spesso la prima pratica “sacrificata” nell’economia della giornata quotidiana. Ma il tempo per leggere, come in una lotta, va conquistato secondo dopo secondo.

Il buon lettore sa distinguere un bravo libraio da un semplice commesso di libreria, e quando lo trova scatta una scintilla che dura per sempre.

Il primo accenno di tradizionalismo: la fidelizzazione del lettore con il libraio. Ormai, con internet, con i megastore e con i libri negli Autogrill, sono sempre meno i lettori che acquistano libri dopo aver fatto un giro in libreria e chiesto consiglio al libraio, ma in effetti, pur essendo un’abitudine “antica”, è in grado di regalare emozioni, quelle emozioni che solo conversare con qualcuno che parla la tua stessa lingua sa dare. Significa, in qualche modo, sentirsi a casa.

Il buon lettore ha capito che le librerie indipendenti non vogliono essere considerate panda da proteggere dall’estinzione, ma negozi che trattano merci preziose: Cultura, Circolazione delle Idee, Pluralismo, Libertà.

Un monito: “siamo indipendenti ma non vogliamo elemosina né compassione, chi viene da noi è un appassionato in cerca di cure, attenzioni, professionalità e servizi che solo librerie come la nostra sanno offrire”.

Il buon lettore non sa più dove mettere i libri in casa e quando è in vacanza deve fare i conti con il peso da portarsi dietro. Per questo può capitargli di apprezzare gli e-book, lontani anni luce dalla bellezza e dal fascino dei volumi di carta, ma comunque comodi. Quel che conta è che possa averli dalla sua libreria indipendente di fiducia.

L’elogio della praticità. Va bene tutto, purché si legga. La carta è insostituibile, ma la comodità è un qualcosa per cui, ogni tanto, vale la pena fare il sacrificio di leggere in digitale. Non è sostituire la carta, ma adattarsi alle condizioni.

Il buon lettore trova facile e conveniente comprare su internet, ma nel fine settimana la passeggiata in libreria è assicurata, perché sfogliarli, i libri, è tutta un’altra cosa. Sul web trova quello che sta cercando, ma in libreria può incontrare emozioni e idee di cui non immaginava l’esistenza. Poiché è una persona consapevole, deve però sapere che acquistare dai grandi colossi significa far morire le librerie indipendenti. Se queste, come Arion, posseggono il proprio store online, perché non utilizzarlo?

Altro monito: “quello che trovate su Amazon lo trovate anche sullo store delle librerie indipendenti (se lo hanno), quindi per continuare ad assicurarsi che queste attività possano offrire servizi e familiarità uniche, perché non acquistare da loro?” Equilibri precari, quelli dell’editoria moderna. Le librerie indie sono belle e confortevoli, gioielli di cultura e passione, ma quando si tratta di premiarle in qualche modo non le si guarda nemmeno. Un po’ come il “basta con i vecchi politici, premiamo i volti giovani” alla vigilia di ogni elezione, salvo poi commentare la candidatura di uno studente 24enne con “ma non ha esperienza, andiamo sul sicuro”.

Al buon lettore basta guardarsi intorno per trovare i nostri librai competenti e appassionati, il giusto assortimento, l’attenzione e la cura che sempre più metteremo in ogni gesto, in ogni libro consigliato, in ogni “buongiorno”, guardando negli occhi le persone.

Spesso, nelle attività di “catena” si rischia di perdere qualcosa di più prezioso delle merci in sé: l’umanità. Le realtà che pullulano di passione invece premiano proprio questa caratteristica. Il cliente che entra in libreria è un lettore e un appassionato esattamente come il libraio che lo accoglie. A volte basta avere di fronte qualcuno come te per essere felici.

Daniele Dell’Orco

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