Approfondimenti Rivista — 24 agosto 2013

Fabrizio Casu esprime una filosofia sugli anni ’80 molto più esplicativa di tanti triti revivals. Gli ’80 non erano solo grande musica e glamour; erano una mentalità propositiva e ottimistica, contrapposta a quella odierna dell’“accontentarsi”. Chi è cresciuto in quel mondo, oggi vive nella disillusione (non necessariamente per se stesso), convinto che le strade tradizionali per imporsi siano precluse ai più. Ed è a questo punto che la rete può rivelarsi un’àncora di salvezza, soprattutto per il campo creativo. D’altra parte, persino molte case editrici cartacee vengono spesso scoperte attraverso internet. Casu è riuscito a pubblicare direttamente con e-book e con successo i suoi due romanzi, l’ultimo dei quali incentrato sul sesso e sul decennio di cui abbiamo parlato. Un fenomeno? Certamente sì, ed è ciò di cui dobbiamo rallegrarci. Anche perché se i mastodonti dell’editoria hanno perso dinamismo, sono le piccole realtà a costi ridotti a portare avanti le novità; le stesse che purtroppo i suddetti mastodonti fagociteranno senza rischi offrendo spazi ancor più prestigiosi. Sogno un mondo in cui i piccoli editori cartacei o le realtà elettroniche come il Blonk di cui si è servito Casu possano camminare da soli fino ai premi Strega o Bancarella, ma a parte il discorso degli editori minori (che è sempre valso), la vera novità sta proprio nel nascente potere dell’editoria elettronica, la cui sola e semplice esistenza è sufficiente a incoraggiare i giovani scrittori e a compensare la stagnazione culturale portata avanti dai soliti noti, spesso dinosauri da tubo catodico. Di sicuro l’e-book non ha il fascino del cartaceo, ma non ne pregiudica un’estensione successiva del prodotto in altre forme, magari sotto lo stesso marchio che ne ha lanciato la versione virtuale in una sorta di edizioni da collezionisti.

Sono sicuro che l’oggetto libro non sparirà, i giovanissimi dimostrano che c’è ancora spazio per la creatività fatta materia, per il profumo della carta e il piacere del maneggiarla con più dita. Se e quando l’e-book prenderà il sopravvento, la selezione per la trasposizione da banco la farà come sempre il mercato, proprio come sta succedendo per certi supporti audiovisivi nati in piena crisi quali i BD. Certo, non sempre il mercato porta ad esporre il meglio, ma non è un dramma. Il dramma sarebbe se non ci fosse alternativa al prodotto da negozio.

Tra l’altro, significativo nel fenomeno di Casu è che l’editore Blonk, dopo avere letto la sua opera, è andato a spulciarsi il blog personale dell’autore. Un blog è una vetrina importante per qualunque giovane scrittore in quanto offre un’idea più ampia e informale delle personalità, cosa fondamentale per capire se il manoscritto rappresenta un episodio o si è di fronte a veri argomentatori creativi. È quindi fin troppo scontato consigliare, a chi ancora non l’avesse fatto tra gli aspiranti scrittori, di creare un proprio blog. Gli iter stanno cambiando con mezzi che non sono solo compensatori della crisi, ma che avrebbero potuto aiutare la letteratura persino in epoche economicamente floride – anche se non di letture – come il decennio descritto da Casu.

Ma non è tutto oro: anche via e-book si fa fatica, tanto che i Casu restano fenomeni isolati e non solo per questioni di talento. L’italiano gode di un bacino ristretto, e la globalità garantita dalla rete rischia di arginarsi di fronte alle barriere linguistiche. Un autore ambizioso dovrebbe anche commissionare e supervisionare una buona traduzione dei propri scritti in inglese, prima di poter dire di avere tentato il tutto per tutto per una sua opera.

Giovanni Modica

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