Approfondimenti Rivista — 18 giugno 2013

Qualità.
Si parla sempre della qualità, di un oggetto o più “semplicemente” di noi stessi.
Fingi di interessarti a uno di quei tanti argomenti di cui parlano, ignorando il fatto che ripetono sempre le stesse cose. Lo fai perché non vuoi problemi, perché quando torni a casa i tuoi genitori inizieranno a starti addosso dicendo che non puoi sempre isolarti con la musica o il cellulare.

Ricordargli che non stavi usando nessuno dei due perché eravate a tavola non servirà a nulla, la ragione è sempre loro.

Ti dicono di cambiare comportamento ma che ci posso fare se parlano di argomenti noiosi?

La prossima volta potrei invitare qualche amica ma non lo propongo nemmeno, mi darebbero della classica adolescente viziata che tutto vuole e nulla da. Ecco poi che scatta l’ultimatum “o alla prossima cena mi comporto bene o prenderanno seri provvedimenti” che poi…. Non ho ancora capito quali siano questi provvedimenti. Parliamoci chiaro… Lo sanno bene anche loro che questi ultimatum durano solo fino alla cena successiva, perché poi tornerò al mio classico menefreghismo davanti ad argomenti che ritengo inutili o più semplicemente ripetitivi.

Non possono pretendere così tanto da me, potrebbero peró se mi includessero almeno nell80% dei discorsi ma per gli adulti io sembro sempre piccola e forse anche più piccola della mia età, chiedo scusa se della loro politica non mi interessa nulla. Eppure gli adulti mi urlano dietro che devo crescere e aprire la mia mente a più argomenti perché mi possono far crescere di maturità, la qualità di me stessa crescerebbe. Scusate ma perché parlate di “qualità” non sono mica un tipo di prosciutto o una fetta di formaggio! No non sono “ribelle” difendo solo i miei “diritti” (sempre che ne esistano in questo campo). Dicono che tutto questo che sento mi potrebbe tornare utile un giorno; come se sentire delle continue lamentele sulla mal funzione della politica oggi mi aiutasse. I loro discorsi li seguo per i primi minuti della cena, poi mi perdo a fissare la tovaglia cosparsa dalle molliche di pane spezzato. Ascolto poi ancora qualcosa mentre mangio ma poi mi perdo subito nelle loro lamentale e autocommiserazioni. Ecco cosa traggo da tutto questo: viviamo in una società che uccide ogni singolo cittadino, portandogli via piano piano tutti i suoi soldi e andando a minacciare i risparmi. La politica non funziona in modo eccellente anzi, non è proprio efficiente ed è qui che mi fermo a pensare. Gli adulti mi parlano tanto di qualità, del fatto che devo studiare e migliorarmi perché un giorno nel mondo del lavoro sarò al primo posto, perché a capo delle cose più importanti ci sono i migliori. Allora perché a capo della politica del mio paese non c’è gente di qualità? Lo fanno apposta? Eppure sono più grandi di me, l’epoca di fingersi bambini è finita. Nonostante tutto, quello che sento dagli adulti non è nulla di buono, sembra che siamo predestinati giá domani a crollare, si parla di “oblio” di “baratro” ma mi sembra di capire che giá abbiamo raggiunto entrambi gli stadi. I casi quindi sono due: o io sono troppo pessimista (e in questo caso allora la colpa è della scuola che mi fa leggere e studiare poesie di Leopardi e di altri poeti che vivevano nella depressione cosmica) oppure sono gli adulti un po’ troppo positivi. La mia sentenza? Sono loro troppo positivi, sono così tanto dentro a questa storia che cercano ancora un po’ di speranza in questo momento molto delicato. Di certo la politica non da il buon esempio ai giovani come me di studiare e migliorarsi, li vedete? Loro sono i primi ad avere una cultura pari alla mia che ho solo 16 anni. Sono uomini pieni di potere e questo gli basta, del resto di cosa si badano? Di noi? Del paese? Nemmeno dobbiamo parlarne, sembriamo essere un qualcosa di superfluo; se per noi c’è tempo allora qualcuno ce ne dedica un pochino se no fa niente, dobbiamo pensare da soli a noi stessi. Salgono su un palcoscenico e recitano la loro parte, tengono il copione sul leggio davanti a loro e sono bravi attori lo sapete? Li vedo a volte al telegiornale e penso che quello sia il luogo giusto per loro, in televisione ma per fare gli attori, non per preoccuparsi di noi. Cos’è la politica? È tipo un programma televisivo, un reality show?
Parlano dietro a quel microfono di crisi e di umiltà mentre al loro polso indossano un orologio oro e sono vestiti con abiti che costano più di casa mia eppure in giro vedo anche gente che gli crede e guai ad insultare davanti a loro queste “grandi” figure. Parlano di risolvere la crisi, di più soldi per tutti e poi tornano a casa a bordo di una macchina che nemmeno guidano loro e mentre vanno a dormire in una delle loro tante case pensano a quanto far alzare questa volta le tasse. Dormono nell’oro circondati dai nostri soldi, dai nostri sacrifici.
Quello che mi chiedo però è; perché persone incompetenti e di bassa qualità hanno un posto così elevato e importante, perché un lavoro che gli permette di guadagnare così tanti soldi quando gente qualitativamente migliore è senza lavoro o quasi? Credo che l’unica risposta sia che al mondo non c’è giustizia e che gli uomini si siano troppo arresi a questo, così tanto da non provare più a far valere i propri diritti e a non ribellarsi all’ingiustizia in cui vivono ogni giorno.
Sono arrivata alla conclusione che dei discorsi degli adulti sulla politica non mi interessa nulla, preferisco seguire quelli dei “politici” in tv, così da capire le frasi che bisogna usare per farsi applaudire, la gestualità, la tonalità di voce, gli argomenti su cui andare a parare per accaparrarmi la fiducia della gente, le false promesse da dire per rendere il tutto più credibile. Perché? Perché ho deciso che da grande voglio fare anche io il politico, in tempi come questi mi farebbe davvero comodo guadagnare senza lavorare.

Diletta Rosestolato

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