Approfondimenti Rivista — 22 aprile 2013

Letteratura, storia e leggenda si mescolano in un intricato mosaico dando origine – realtà o finzione? – al personaggio della Bastola donna e strega – vittima o carnefice? – che, secondo le cronache, nel 1237 provocò un terribile incendio che rase al suolo la città di Gualdo Tadino in Umbria.

Sul tema, alquanto avvincente e avvolto dal mistero, si è sviluppata una  letteratura – vale la pena ricordare il libro di Umberto Donati pubblicato nel 1926 con il titolo Bastula poema epico leggendario – e anche io, nel mio piccolo, qualche anno fa ho pubblicato un libro intitolato Bastola. La signora del fuoco:

Nel 1237 un terribile incendio rase al suolo Gualdum (oggi Gualdo Tadino), privando tutti gli abitanti di una dimora e costringendoli a fuggire. La leggenda vuole che ad appiccare il fuoco sia stata una donna misteriosa: la Bastola, che si vendicò in questo modo dei torti subiti. Ma chi era la Bastola?
Francesco Giubilei, giovanissimo scrittore dalle lontane origini gualdesi, racconta la leggenda in un breve romanzo in cui viene ritratta prima di tutto come donna, amante e madre; e solo successivamente come furia vendicatrice, capace solo di distruggere chi l’ha privata di una felicità desiderata, avuta ed invidiata. Una narrazione vivida, coinvolgente, animata dalla passione per la Storia, a rendere omaggio all’umanità di un personaggio leggendario, forse realmente esistito.

Recentemente sono stato contattato da Milena Spigarelli che mi ha informato che sta nascendo un progetto attorno al libro che culminerà in un evento in occasione dei prestigiosi Giochi delle Porte che si svolgono ogni anno a Settembre a Gualdo Tadino.

Oltre a esprimere la mia gratitudine e riconoscenza per questo progetto, con grande piacere pubblichiamo su Scrivendo Volo una poesia di Milena Spigarelli dedicata alla Bastola che mi ha particolarmente colpito.

Francesco Giubilei

 

LA BASTOLA

di Milena Spigarelli

 

In un’epoca lontana

quando il viver era crudele

ogni povero sapeva

la sua vita non valeva

 

Quella sorte tribolata

a nessuno interessava

tanto meno ai signorotti

che vivevan nei salotti

 

Una sola era la legge

il riccone comandava

e al povero in silenzio

ubbidir toccava

 

Quei soprusi erano troppi

più nessuno li sopportava

con le truffe si otteneva

ogni sorta di guadagni

 

Quella donna scellerata

che il dolore ha incattivita

con l’inganno l’han privata

del suo amato e di sua figlia

 

quel dolore così atroce

l’ha resa ancor più forte

ha tramato la vendetta

e col fuoco l’ha “lavata”

 

Quando era ormai appagata

su quel rogo l’han bruciata

ma nemmeno un lamento

le è uscito in quel tormento

 

Le calunnie delle zitelle

che l’invidia avea imbruttito

hanno avuto il lor compenso

ma a nessuna le è giovato

 

Questa storia è veritiera

e a Gualdo si è consumata

così ogni anno è ricordata

perchè non sia dimenticata.

 

La morale è presto detta

ogni evento della storia

ci rallegra o ci commuove

a secondo di chi ha onore.

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