le interviste Rivista — 13 dicembre 2012

Fortunatamente, nello sterminato panorama editoriale italiano, esistono delle realtà che riescono a svolgere in modo egregio la loro attività, non solo imprenditoriale, ma anche strettamente formativa, facendo dell’originalità la propria caratteristica principale. Il caso delle Edizioni dell’Urogallo è uno di questi: l’unica casa editrice italiana a pubblicare contenuti dedicati esclusivamente alla letteratura del mondo di lingua portoghese e galega.

Abbiamo avuto modo di intervistare l’editore, Marco Bucaioni, al quale abbiamo deciso di affidare una rubrica bisettimanale dedicata proprio alla realtà letteraria lusofona.

  •        Ciao Marco, ci dici come è nato il progetto di Urogallo?

In pratica, sono un traduttore che si è messo in proprio. Già avevo iniziato a tradurre letteratura dal portoghese per un altro editore, quando ho deciso di aprire un progetto editoriale del tutto mio dedicato esclusivamente alle letterature del mondo di lingua portoghese.

  • Perché un interesse del genere sulla letteratura portoghese? Quale credi possa essere il contributo che può dare al mondo della letteratura?

In Italia escono ogni anno varie decine di traduzioni di opere letterarie dal portoghese. Purtroppo, però, quasi nessuno dei titoli pubblicati riceve un’adeguata visibilità per il grande pubblico. In effetti, oltre ai nomi di José Saramago, Fernando Pessoa e, per il Brasile, Jorge Amado, possiamo affermare con buona approssimazione che il grande pubblico italiano non conosce nessun altro autore di lingua portoghese. Perché accade ciò? Perché le decine di uscite di cui sopra sono disperse per i cataloghi di piccoli o medi editori i quali, com’è noto, non riescono ad avere una distribuzione e una promozione adeguate. Inoltre, non esiste, a parte la nostra, nessuna altra casa editrice esclusivamente dedicata alla lingua portoghese.

Generalmente la situazione è la seguente: un accademico, o un ricercatore propone all’editore tal dei tali un’opera o una collana dal mondo di lingua portoghese e spesso l’editore, o chi lavora in redazione, non ha la minima coscienza di cosa sta pubblicando. In altre parole, non esiste in Italia una volontà editoriale che coinvolga le letterature di lingua portoghese. L’effetto di questa situazione è quello di avere titoli slegati tra di loro rappresentati in cataloghi diversi di editori che non si “parlano” tra di loro. È dunque difficile per il lettore italiano andare a reperire e a riconoscere questo tipo di letteratura, a meno di non fare una ricerca bibliografica di ampio spettro.

  • Come selezionate i titoli da inserire i catalogo?

In realtà, è molto facile. Immaginate di essere un qualsiasi lettore italiano che decide di aprire una casa editrice dedicata alla letteratura italiana in un paese nel quale essa non è sostanzialmente stata tradotta. L’ultima delle preoccupazioni sarà quella di reperire titoli e autori buoni. Da Dante a Pirandello, da Gadda a Leopardi sarebbero tutti autori da fare senza filtri né inibizioni! E così noi: chiunque si sia avvicinato anche solo per poco tempo al mondo delle letterature lusofone sa bene che gli autori rappresentati nel nostro catalogo sono pubblicati dalla grande editoria portoghese o brasiliana, oppure sono gradi classici “al di sopra di ogni sospetto”.

  • Qual è il vostro autore “di punta”?

Non abbiamo un autore di punta, cerchiamo di costruire nel tempo un catalogo solido la cui qualità media sia alta, e ci stiamo riuscendo. L’ultimo dei grandi nomi appena usciti è quello di Rubem Fonseca, grande scrittore brasiliano insignito del prestigioso Prémio Camões nel 2003, del quale abbiamo pubblicato due titoli: E nel mezzo del mondo prostituto, solo amore pel mio sigaro ho tenuto e Diario di un libertino. Altri due titoli sono previsti per il 2013.

  • Quali sono gli autori della cultura lusitana che è indispensabile conoscere?

Di certo non si può rispondere in poche righe: solo nel Novecento, oltre a Pessoa e Saramago, in letteratura si debbono citare José Cardoso Pires, Sophia de Mello Breyner Andresen, Mário de Sá-Carneiro, José de Almada-Negreiros, Vergílio Ferreira, Lídia Jorge, Alixandre O’Neill, Mário Cesariny, Lídia Jorge, Teolinda Gersão, Onésimo Almeida, Vitorino Nemésio, Natália Correia e tanti tanti tanti altri. Come vedete, non manca il lavoro: i nomi appena citati non sono altro che una lista tutt’altro che completa, snocciolata a memoria, ed essa riguarda soltanto il Portogallo in sé, tralasciando il resto del mondo di lingua portoghese.

  • Quali invece gli autori contemporanei da tenere presenti?

Dell’ultima generazione possiamo citare Gonçalo M. Tavares, José Riço Direitinho, il nuovissimo João Tordo, José Luís Peixoto. Vorrei per sottolineare che interessarsi di Portogallo implica più o meno obbligatoriamente interessarsi delle sue ex-colonie. Il quadro della cultura e della letteratura portoghese in senso stretto è infatti incompleto se non se ne considerano le sue “propaggini” ultramarine, a partire dal Brasile per andare a considerare tutte le ex colonie africane e i territori asiatici, che hanno ancor oggi una profonda traccia di cultura lusofona.

  • Curerai per Scrivendo Volo una rubrica dedicata a questa realtà. Credi possa rappresentare una possibilità per diffonderla maggiormente?

Senz’altro sì. Potrebbe essere un’ottima occasione anche soltanto per recensire ad ampio spettro le traduzioni che vengono fatte e pubblicate in italiano da queste letterature, indipendentemente da chi le pubblica.

  • Perché un appassionato di letteratura dovrebbe seguirla?

Poffarbacco! Rispondo con un’altra domanda (provocazione): perché un lettore italiano medio dovrebbe mandarsi giù decine di gialli scandinavi? Oppure: perché dovrebbe leggersi dozzine di titoli di autori colombiani?

  • Che tipo di argomenti verranno trattati? E con che periodicità?

Ogni due settimane proporremo al pubblico di Scrivendo Volo una rubrica o di recensione di novità uscite in italiano dal mondo di lingua portoghese o una riflessione di carattere generale sulla lingua, sulla cultura e sulla letteratura lusofone.

In attesa che venga pubblicato il primo appuntamento con la rubrica, colgo l’occasione per ringraziarti e augurarti buona fortuna.

Daniele Dell’Orco

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