Approfondimenti Rivista — 26 dicembre 2012

Pubblichiamo oggi la seconda delle lettere (qui la prima) che ci hanno aiutato a capire il senso di un gesto dimenticato da molti, sconosciuto da troppi. L’essenziale è tutto qui: un foglio, una penna, un sentimento superiore alla distanza e alle peripezie:

Caro amore mio,

è ormai un mese che sono partito, i giorni qui scorrono lenti mentre i pensieri si sovrappongono affannosamente l’uno sull’altro. La mattina è il momento più triste della mia giornata, il risveglio si fa sempre più amaro e sempre più indesiderato. Sai, ho già fatto un’infinità di correzioni (in brutta), non riesco ad esprimermi nel modo che vorrei, forse perché sto ragionando troppo soffocando così i miei sentimenti. Comunque cercherò di essere più spontaneo. Sai, ho ricevuto la tua lettera, ho letto la tua poesia, era bellissima anche se terminava con una nota d’amarezza. Ma almeno per quanto riguarda me quell’amarezza è sì qualcosa che ti fa piangere ma è anche qualcosa che mi aiuta ad affrontare la vita con più coraggio, perché è un’amarezza che può nascere solo da un profondo amore. Il sentimento che ho nel cuore mi da la forza di continuare a testa alta questa mia esperienza, la tua presenza nella mia vita mi da la forza di vivere. I ricordi dei nostri momenti più belli scorrono velocemente nella mia mente, cerco di riviverli chiudendo gli occhi, evadendo da questa realtà. Poi d’improvviso svaniscono ed una profonda amarezza stringe il mio cuore, mille perché si accumulano nella mia mente, nessuna risposta riesce a soddisfarmi, solo la solitudine mi è compagna. Sento un gran bisogno di parlarti, di guardarti negli occhi, di parlarti di me, di parlare di noi, di vedere cosa ne ha il tempo del mio amore, forse sta appassendo sotto il sole di maggio. Credimi, mi manchi tanto, voglio rivederti, non so quanto potrò, l’importante per me è che io ti possa rivedere.

Anch’io voglio dedicarti una poesia:

le note di una canzone guidano la mia mente verso momenti d’amore tanto desiderati e tanto lontani.

La vista di un piccolo fiore proteso con i suoi petali verso il sole, mi fa ricordare le tue labbra che cercano le mie.

Il volo di una rondine mi fa ricordare la libertà di un ragazzo dai lunghi capelli.

Parole d’amore ascoltate da un telefono mi fanno pensare ad un amore forse non corrisposto.

Gli ordini dell’ufficiale mi riconducono bruscamente alla triste realtà.

Poche sono le parole che posso dirti, pochi sono i baci che posso darti, pochi sono gli sguardi, tanto è l’amore che potrei darti.

N.B. Niente potrà intaccare il mio amore per te, esso si spegnerà solo quando si spegnerà la mia vita, credimi è una cosa bellissima, è una cosa grandissima ma è anche una cosa che non accetta compromessi. Ciao, ti amo.

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