Approfondimenti Rivista — 31 luglio 2013

E voi come scegliete i vostri libri? Ognuno ha le sue strategie, se così possiamo chiamarle. Le nuove uscite sono sempre una scommessa, oppure ci affidiamo alle classifiche; per i grandi classici ci pensa la scuola oppure una voglia tardiva di riscoprirli. La scelta del libro è importante soprattutto perchè il libro una volta comprato andrebbe letto! Eppure questa non è un’affermazione del tutto scontata. Quanti di noi comprano libri che lasciano a metà? Nel momento in cui acquistiamo o prendiamo in prestito un libro non sappiamo quale sarà il responso della scelta. L’unica vera “prova del nove” è la lettura, esplorando la storia che inizialmente grazie alla trama o alla critica ci aveva colpito sapremo se il nostro istinto ha sbagliato o meno.

A dimostrarci che molto spesso i libri che scegliamo non sono di nostro gradimento arriva l’indagine di Goodreads, il social network dedicato ai libri che ha chiesto ai suoi utenti quali libri non hanno finito di leggere, perché e a che punto li hanno abbandonati. I 16 milioni di iscritti al sito si sono sottoposti al sondaggio grazie al quale ora emergono i best sellers e i classici che più deludono i lettori. Al vertice della top five dei best sellers troviamo “Il seggio vacante” di J.K. Rowling, i lettori abituati alla saga di Harry Potter si aspettavano qualcosa di diverso dall’autrice. Siamo nel 2013 eppure i tabù non sono spariti per tutti, “Cinquanta sfumature di grigio” di E.L.James sembra aver imbarazzato più di qualche utente. “Non mi piace il protagonista” : è la ragione per cui il 4,9% degli utenti non hanno finito di leggere un libro e secondo alcune dichiarazioni anche il motivo per cui “Mangia,prega,ama” di Elizabeth Gilbert è finito al terzo posto della classifica. Seguono “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson e “Strega. Cronache dal Regno di Oz in rivolta” di Gregory Maguire (“Wicked”) che sembra non reggere il confronto con il musical di Broadway. Mentre le ragione per cui non si finisce di leggere un best seller sono molte e diverse, per i classici sembra esserci una ragione dominante: il numero di pagine. Infatti “Il Signore degli Anelli” di Tolkien “La rivolta di Atlante” di Ayn Rand e l’“Ulisse” di Joyce si trovano rispettivamente al secondo, terzo e quinto posto della classifica dei classici abbandonati dagli utenti. Primeggia nel sondaggio “Comma 22” di Joseph Heller e si piazza al quarto posto “Moby Dick”. Se per quanto riguarda i grandi pilastri della letteratura i risultati vi sono sembrati abbastanza prevedibili data la lunghezza e la complessità dei romanzi, Goodreads ha fatto si che emergessero le più particolari motivazioni per cui un libro non viene letto fino all’ultima pagina. Il 46,6% degli utenti non ha portato a termine un libro giudicato “lento,noioso”; per il 18,8% non si legge un libro “scritto male”, per l’8,8% un libro “stupido”. Questi sono solo alcuni esempi delle risposte che i lettori hanno dato ma una percentuale del 2,5% dichiara di non avere una sola ragione, piuttosto una combinazione fatale di motivi. Viste le motivazioni non potevamo non chiederci cosa invece rende un libro “leggibile” fino alla fine. Il 25,2% dei lettori ha attribuito alla trama un ruolo importante, se buona tiene il lettore incollato al libro. Ma c’è anche chi non si avvale del diritto del lettore sostenuto da Proust, per cui ogni lettore può decidere di non finire di leggere un libro. Infatti il sondaggio ha svelato che il 7,4% degli utenti legge fino all’ultima pagina e il 3,2% non giudica un libro prima di averlo letto tutto. Ed è anche improprio dire che i libri non letti siano lasciati a metà: adesso possiamo sapere il punto esatto in cui i lettori chiudono la copertina per non riaprirla più. Il 15,8% lo fa entro le 50 pagine, il 27,9% fra le 50 e le 100 pagine, il 7,6% dopo la pagina 100 e il 10,6% supera il traguardo della centesima pagina. Il sondaggio così dettagliato apre gli occhi a lettori, autori, editori ma soprattutto da spazio a quella grande maggioranza di lettori che proprio non vogliono saperne di adattarsi ad una storia che non li coinvolge. Come è giusto che sia, d’altronde. Dietro il libro c’è qualcosa di più profondo di un acquisto. Il legame tra la storia e la vita è viscerale, violenta. C’è chi legge per salvarsi, per andare via, per respirare un’esistenza un po’ diversa dalla sua. Se un libro vi sta peggiorando la giornata avete il diritto di lasciarlo a metà.

Gaia Schiavetti

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