News Rivista — 11 febbraio 2013

Una frenata improvvisa. E inaspettata. Sembrava tutto pronto per il lancio definitivo, e finalmente determinato, del progetto Scuola 2.0, che fa dell’adozione di libri digitali nelle scuole italiane un punto cardine.

Ebbene, pare che i libri di testo digitali dovranno aspettare prima di sostituire i libri di carta e far sparire zaini pesanti e trolley per i più mingherlini. Una circolare del Ministero dell’Istruzione infatti frena e per certi versi porta indietro il discorso sulla digitalizzazione dei libri nelle scuole italiane. È stata così riabilitata la libera scelta riguardo i libri da adottare, attraverso una circolare che recita, inoltre: Per quanto riguarda il primo ciclo di istruzione, lo stesso decreto ministeriale 16 novembre 2012, con cui vengono emanate le “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e della scuola del primo ciclo” prevede espressamente che l’editoria scolastica adegui i libri di testo destinati alle scuole del primo ciclo, a partire dalle adozioni per l’anno scolastico 2014/2015. Il passaggio ai libri di testo nella nuova versione digitale di Libri di testo digitali, da realizzare gradualmente a decorrere dalla adozioni per l’anno scolastico 2014/2015, richiede in ogni caso l’adozione di un apposito decreto ministeriale che ne definisca le caratteristiche tecniche”. Quindi di fatto viene posticipato di molto il passaggio ai Libri di testo digitali, limitando l’adozione soltanto a talune classi; e comunque il tutto verrà ridiscusso dopo le elezioni politiche nazionali.

Non si è ben capito a cosa sia dovuta di preciso questa scelta. Probabilmente si tratta della solita burocrazia elefantiaca tipica delle istituzioni italiane, in un settore che invece dovrebbe fare del dinamismo la propria carta vincente. È risaputo che il cambiamento spaventa sempre, specie chi è chiamato in prima persona ad intraprenderlo. Ma in alcuni momenti decisivi, rivoluzionare quelli che sono sempre parsi essere dei punti fermi per il bene di un divenire migliore, richiede coraggio, determinazione, e quel pizzico di fede in grado di far svanire incognite ed incertezze. Purché, almeno quel pizzico, ci sia, altrimenti si rischia di cadere in un circolo vizioso nel quale a decidere del proprio destino siano fattori “esterni”, equilibri vincolanti. Proprio per questo, fare un passo avanti e poi due indietro sembra davvero molto strano persino per un ministero italiano. Per molti infatti questa brusca frenata è dovuta alla grande pressione fatta falle lobby del cartaceo. A pensar male è peccato, ma spesso ci si prende.

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