Curiosità dal web Rivista — 26 gennaio 2014

Già i nostri antichi antenati in pellicce animalier e clava si vezzeggiavano con simboli, incipit di scrittura e chiave di espressione ricercata; possiamo infatti affermare che la scrittura è stata la linea prepotente di confine che divide la preistoria dalla storia.

Creare un linguaggio, un idioma, inizialmente padroneggiato da pochi eletti, come ad esempio erano gli scriba egiziani, che ricoprivano una delle più alte cariche nella società piramidale del Nilo, fino ai notai rinascimentali e monaci, detentori di cultura e del potere che ne derivava.

L’alfabetizzazione, il saper scrivere correttamente, nella propria lingua madre, è un indice che viene utilizzato per denotare civiltà all’interno delle società moderne; è stato calcolato che il 98% degli individui analfabeti risiedono nei dieci paesi più poveri del mondo.

Frasi, parole, messaggi, sono il nostro pane quotidiano, una delle prime cose che ci insegnano non appena vestiamo i grembiuli di prima elementare, ripassando con estrema calma e dedizione “A” con grandi pance e “H” decorative che sembrano  impossibili da realizzare.

Ora immaginiamo di alzarci una mattina, osservare la scatola dei cereali che ormai abbiamo la consuetudine di leggere con inerzia, e di accorgersi di vedere solo geroglifici che non riusciamo a decifrare: è quello che è successo ad un’insegnante d’asilo americana.

Le fu diagnosticato un piccolo ictus di cui non si era evidentemente accorta che aveva leso la zona del cervello che sovrintende al linguaggio e la corteccia visiva.

Altre zone del cervello erano rimaste intatte e proprio per questo la signora ora è in grado di poter scrivere e non ha alcun tipo di problema d’ ascolto.

Curioso è il fatto che la donna ha dei legami emozionali con i termini: prova sensazioni positive e di piacere davanti a termini come “amore” o “dolce”, mentre cambia espressione di fronte alla verdura che odia: “asparagi”.

Questa situazione è per ora irreversibile e la maestra d’asilo si è ingegnata al fine di trovare un meccanismo utile che possa aiutarla a comprendere ciò che trova scritto; con le dita traccia il contorno delle lettere e nella sua mente è in grado di ricondurle al loro significato.

Riteniamoci fortunati ogni giorno allora, perché aprendo un libro, osservando una pagina di un giornale, possiamo subito intuire ciò che vediamo con estrema facilità.

Arianna Pepponi

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